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Tagli a Unioncamere, scaricato Bellati

A giorni l’accordo per congedare il dirigente su cui pesa il “veto” padovano: il 15 dicembre in Consiglio la riorganizzazione

PADOVA. Prima della fine di questo 2017 Gian Angelo Bellati saluterà gli uffici di via delle Industrie al Vega di Marghera. Unioncamere si congeda così dal suo dirigente storico con una «exit pilotata» legata a un «accordo tra gentiluomini» che dovrebbe concretizzarsi proprio in questi giorni.

Veneziano doc, classe 1961, Bellati è oggi il segretario generale ovvero il capo del personale e il responsabile dei programmi e dei progetti di Unioncamere veneto. È stato responsabile dell’Eurosportello veneto (ex Centro estero delle camere di Commercio) dal 1991 al 1999, quindi direttore dello stesso fino al 2002 quando venne promosso vice direttore di Unioncamere Veneto e, quindi, direttore a partire dal 2003. Una lunga carriera che, tutti si augurano, finisca senza rotture: con una stretta di mano. Ma perché termina questo lungo sodalizio camerale? Ci sono almeno due spiegazioni.

La prima, che viene confermata dalle nostre fonti, è che sul nome di Gian Angelo Bellati sia stato posto il “veto” dalla camera di Commercio di Padova guidata da Fernando Zilio. I diretti interessati, contattati, non commentano ma Zilio si è già esposto in passato, anche duramente, sulla figura di Bellati. I due sono stati fianco a fianco dal 2013 al 2015, ovvero durante il mandato da presidente di Zilio, proprio in Unioncamere. Anni di “fuoco” in cui si sono concretizzate sia la candidatura di Bellati a sindaco di Venezia (prima in solitaria per la Lega, poi in appoggio a Luigi Brugnaro durante il ballottaggio, salvo poi la rinuncia a un ruolo di peso a Ca’ Farsetti) sia la Riforma Renzi del sistema camerale con un taglio progressivo, fino al 50%, delle entrate.

Così, al di là dei diktat padovani (si narra qualcosa della serie “o lui o noi”) oggi pende una spada di Damocle ben più pesante sulla testa del segretario Bellati.

La Giunta camerale ha già approvato un disegno di riorganizzazione di Unioncamere che sarà all’ordine del giorno del Consiglio il 15 dicembre. Il piano prevede una riduzione significativa dei costi nell’ordine del 20% e ridisegna una nuova Unione senza un segretario fisso (quindi senza Bellati) con l’ipotesi di una rotazione, a tempistiche definite, dei segretari delle camcom territoriali. Diversamente da altre regioni, essendoci in Veneto, più di tre enti territoriali, l’Unione non viene cancellata dalla Riforma del 2015 di Renzi. Ma il suo futuro sarà comunque in bilico, relegato a ente di servizi, e strettamente dipendente dai contributi versati dai singoli enti di territorio: le uniche entrate rimaste, assieme ai fondi Ue sui progetti, dopo i tagli regionali. Veneto Promozione, con il licenziamento di venti lavoratori, è la prova provata che i tempi sono già cambiati.

E se anche qualcuno si appella alla possibilità che la sentenza della Corte Costituzionale, attesa per prossima settimana (forse già lunedì), possa annullare gli effetti della Riforma Renzi (il ricorso è stato presentato da diverse regioni ma non dal Veneto), l’onda dello tsunami dei tagli ha già iniziato la sua corsa in via delle Industrie.

Nella riduzione
dei costi, oltre allo stipendio “pesante” a quasi cinque zeri di Bellati, potrebbero rientrare anche le parti variabili delle retribuzioni. Il tutto per salvare i 31 occupati perché «la forza lavoro non è in discussione» confermano oggi le nostre fonti.

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