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“No Pfas”, protesta degli ambientalisti

Il Comitato delle mamme e Greenpeace occupano il pontile di palazzo Ferro Fini: «Bonifica subito»

VENEZIA. Sono arrivati in barca diretti alla Chiesa della Salute. Qui hanno appoggiato un grande striscione sulle scalinate con scritto «Bonifica Subito. Chiudere Miteni». Poi hanno attraversato il canale e si sono piazzati sul pontile di Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale, chiedendo di essere ascoltati per dire la loro sul caso Pfas. Ieri mattina una quarantina di attivisti provenienti dai Comitati Mamme No Pfas, Greenpeace e Climate Defense Unit hanno protestato pacificamente davanti alla Regione. Le mamme No Pfas hanno chiesto un’audizione in Consiglio Regionale, ma alla fine non c’è stata: «Non si fa ai genitori una cosa del genere» ha detto Michela Piccoli, una delle mamme No Pfas «Avevamo chiesto di parlare tre minuti. Eravamo sul pontile dalle 9 di mattina, alle 11 ci hanno detto di aspettare, ma io dovevo tornare al lavoro. Mi hanno chiamata alle 14.30, non è possibile che abbiamo aspettato sei ore per parlare tre minuti. Ho capito che alla Regione non interessa nulla, è stata una delusione immensa e anche un’umiliazione come rappresentante di tante madri. Tre minuti, vi rendete conto?».

In serata è arrivato un messaggio dell’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin: «La delibera dei carotaggi che abbiamo fatto è oggetto di ricorso, uno dei tanti, che abbiamo come Regione per eccesso di potere» ha detto riferendosi alla protesta di Greenpeace, senza nominare le mammeNo Pfas «Da una parte assistiamo agli attacchi di queste associazioni per inattività, dall’altro veniamo accusati per esserci mossi troppo, come sottolineato nel ricorso della ditta. Delle due l’una: o racconta balle chi tenta di dire che non abbiamo fatto nulla o racconta balle chi dice che abbiamo fatto troppo. Ricordo che in un caso siamo già stati soccombenti in base a una sentenza del Tribunale Superiore delle Acque, che evidentemente ha stabilito che avevamo fatto più di quanto potessimo. In tal senso quindi le accuse di rimanere inerti sono inaccettabili». Chi vive nella zona rossa si riconosce: ha una maglietta bianca con scritto quanto Pfoa scorre nel sangue. «Il trauma più grande di quanto sta accadendo è renderti conto di quanto è importante l’acqua nella vita» racconta Giancarlo Faggionato di Lonigo, insegnante in pensione con un concentrato di 160 nanogrammi di Pfoa in un millilitro di sangue «In ogni secondo noi abbiamo a che fare con l’acqua ed è un trauma quando inizi a non poterla più usare per lavarti, per mangiare e per bere». Lui, Michela Piccoli, Pasquale Cantisani e Mimmi Spurio sono parte
dello zoccolo duro degli oltre 500 genitori attivi sul gruppo Telegram No Pfas: «Chiediamo che venga attuata la delibera 360 del 22 marzo 2017 sul Piano tutela Acque» dicono «Che si rispetti la Costituzione e che la Miteni chiuda, pagando le bonifiche».

Vera Mantengoli

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