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La Lega gela il Pd: «Mai l’addizionale Irpef»

Il governatore parla del Bilancio 2018: Pedemontana, ospedale di Padova e 31 milioni alle paritarie

VENEZIA. Zaia e la Lega bocciano l’addizionale Irpef, che Pd e Mdp vogliono introdurre per recuperare 50 milioni di euro e destinarli alle famiglie. Una tassa di solidarietà sui redditi oltre i 75 mila euro lordi l’anno, 60 euro al mese che riguarda 6300 contribuenti su 2,6 milioni. E’ la Lega che alza il muro, appena Stefano Fracasso deposita l’emendamento che verrà discusso e votato oggi un aula.

«Non se ne parla», dice Nicola Finco. Il capogruppo del Carroccio spegne ogni flebile apertura: «Stiamo trattando con lo Stato nuovi livelli di autonomia con le relative risorse, siano in ginocchio con i tagli alla spesa pubblica ma di aggiungere nuove tasse non se ne parla».

A spiegare il no arriva Luca Zaia nel pomeriggio. Dopo il conclave con i partiti di maggioranza, il presidente traccia le linee del programma fino al 2020, con il Def e la legge di bilancio oggi da approvare.

«Ho ereditato qualche grattacapo: 1,3 miliardi di buco della sanità ripianati nella stagione terribile della a crisi costata oltre 350 suicidi. Il Veneto è una regione virtuosa, ma non condivido la tassa proposta dal PD: noi vogliamo restare “free-tax” sull’addizionale perché il peso fiscale reale in Italia è del 68% e colpisce anche i redditi oltre i 75.000 euro. Abbiamo rispettato i vincoli del Fiscal Compact e non ci indebitiamo sugli investimenti, ma siamo i primi in Italia per la spesa pro capite. Per il personale siamo a 24 euro procapite contro la media nazionale di 37, il debito pesa per 541 euro contro 1000. Il quadro è positivo».

In venti minuti ha spiegato i progetti strategici: la Pedemontana e il nuovo ospedale di Padova, oltre al piano di dismissione del patrimonio immobiliare che dovrebbe garantire 15 milioni di euro. «La Pedemontana vale 1,5% punti di Pil, abbiamo deciso di non affossare il cantiere che vale 2,3 miliardi di euro e cambierà la logistica della mobilità da Treviso Nord a Montecchio maggiore. Incasseremo i pedaggi: è una sfida perché nessuno ci dà la certezza matematica dei ricavi ma se gli investitori stranieri hanno sottoscritto il bond della Sis è un segnale molto positivo. Poi c'è il nuovo ospedale di Padova, siamo alle battute finali e ci vorranno 8- 10 anni per il nuovo policlinico mentre realizzare il nuovo sul vecchio ne richiede 17.». ha detto Zaia. Nel bilancio ci sono 31 milioni per le scuole paritarie e altri 21 mln vanno ai forestali. Capitolo Pfas: abbiamo preso il toro per le corna e certificato che l'acqua è pulita. Penso che una gestione comissariale coordinata bene ci consenta di uscire dalla crisi in tempi rapidi soprattutto per le istruttorie con la Cortedei Conti. Il tema Miteni va affrontato e risolto. Ultimo capitolo: il dissesto idrogeologico. Il piano presentato dal prof D’Alpaos sulla messa in sicurezza del Piave ci consente di scongiurare l’incubo alluvione».

Ironico il giudizio di Graziano Azzalin del Pd: «Vedremo se la maggioranza dimostrerà di avere coraggio oppure si piegherà ai diktat di Zaia. Il senso dell'intervento del presidente si può riassumere in poche parole: abbiamo assistito all’indoramento di una pillola, ovvero bilancio, molto amaro.
Un bilancio che è frutto di una manovra senz’anima e senza idee, privo di una visione politica, ansimante e aggrappato solo al mito autonomista. Zaia soffre di un innamoramento adolescenziale dei propri slogan, ma fatica a comprendere la realtà».

Albino Salmaso



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