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Causa Dieselgate, 95 mila consumatori contro Volkswagen

VENEZIA. Circa 90 mila i consumatori che hanno aderito alla class action promossa contro Volkswagen nell’ambito del Dieselgate, da sommare ai circa 5 mila consumatori che hanno chiesto il...

VENEZIA. Circa 90 mila i consumatori che hanno aderito alla class action promossa contro Volkswagen nell’ambito del Dieselgate, da sommare ai circa 5 mila consumatori che hanno chiesto il risarcimento per il Golfgate, l’altra querelle processuale che coinvolge la casa automobilistica di Wolfsburg per i consumi di carburante del suo modello di punta.

I dati, ancora ufficiosi, trapelano dalle due udienze collegiali che si sono tenute ieri nella terza sezione del Tribunale civile di Venezia, presieduta dal giudice Roberto Simone. Udienze interlocutorie, che si sono concluse con due rinvii. Per quanto riguarda il processo Golfgate (in fase più avanzata rispetto all’altro procedimento), il giudice si è riservato di valutare l’ammissione delle prove prodotte dalle parti. Per il Dieselgate, invece, ieri è stata celebrata la prima udienza successiva alla fase di adesione dei consumatori all’azione di classe risarcitoria. L’esito è stato un rinvio a giugno per questioni tecniche. Un secco “no comment” è arrivato dagli avvocati di entrambe le parti in causa, Altroconsumo e Volkswagen. Dopo il via libera dello scorso maggio all’azione promossa da Altroconsumo (con un successivo reclamo di Volkswagen rigettato dalla Corte d’Appello), il Tribunale veneziano – competente dal momento che la sede italiana della casa automobilistica è a Verona – dovrà pronunciarsi su due richieste. La prima (Golfgate), un rimborso medio di 33,50 euro ogni mille km percorsi per tutti i possessori della Golf 1.6 TDI Blue Motion 77kw che, secondo l’associazione dei consumatori, sarebbero stati ingannati da dati non veritieri sul consumo di carburante. La seconda (Dieselgate), un risarcimento pari al 15% del costo delle auto del gruppo VW (e quindi, Volkswagen, Audi, Seat e Skoda) acquistate in Italia tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015, con il motore diesel di serie EA 189 Euro 5, su cui – è la tesi dei legali di Altroconsumo – sarebbe stato istallato un software
illegale per truccare i risultati delle emissioni durante i test di omologazione. Un motore prodotto dal colosso automobilistico e di serie anche sugli altri marchi del gruppo tedesco (VW, Audi, Seat, Skoda). Ecco il perché di un numero così elevato di adesioni alla class action.

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