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«Autonomia, segnali positivi da Bressa»

Roma apre sulla gestione della laguna di Venezia e la Via, ma le materie da trattare restano 23. Ieri il dossier scuola: vale 5,4 mld

VENEZIA. Trattativa sull’autonomia differenziata: i segnali che arrivano da Roma sono incoraggianti, il primo giorno di negoziatosulle materie ambientali si è concluso con un bilancio positivo, tanto che presidente Zaia ne parla soddisfatto di fronte al consiglio regionale. Le aperture riguardano le nuove competenze legislative sulla Via, la valutazione di impatto ambientale e la salvaguardia della laguna di Venezia che potranno essere esercitate in forma prevalente dalla Regione.

E’ da questa premessa che nasce la lettera che il presidente Zaia ha spedito a Gianclaudio Bressa: il governatore ricorda che sono stati aperti tre tavoli tecnici (ambiente, istruzione e salute) e poi allega la tabella con le 23 materie che il Veneto intende ottenere con i relativi riferimenti previsti dalla legge 43 sull’autonomia del Veneto. Il significato è chiaro: siamo solo agli inizi, il negoziato coinvolgerà tutte le competenze previste dalla Costituzione agli articoli 116, terzo comma, e seguenti, secondo “una calendarizzazione proposta dopo il confronto con il governo Gentiloni. L’approccio con il Ministero è stato sostanzialmente positivo e di apertura sui temi posti alla base della proposta di legge», scrive Zaia.

«Il livello di dettaglio di alcuni articoli ha costituito lo spunto da parte del Ministero per suggerire alla Regione di puntare alla graduazione delle competenze e relative funzioni amministrative che si intendono acquisire dallo Stato in specifici settori». Roma insomma sembra pronta a riconoscere una “potestà di iniziativa regionale sul potere regolamentare di fonte ministeriale”. Materia da docenti universitari.

Ieri nella capitale è arrivata la delegazione con gli esperti della Pubblica Istruzione coordinati dal capo settore Santo Romano. Il vertice tra le due delegazioni è durato oltre un’ora. La delegazione del Veneto chiusa in una stanza con i tecnici del Ministero delle Regioni e della Pubblica Istruzione e su due tavoli paralleli anche la Lombardia e l’Emilia Romagna che hanno approfondito il programma di lavoro concordato con il sottosegretario Bressa.

Da Venezia, l’assessore Elena Donazzan spiega che «Il nostro modello è quello della provincia autonoma di Trento che gestisce i concorsi e la programmazione dei docenti e dei dirigenti su base regionale. Forse fra le 23 materie, la scuola è quella più avanti nel processo di autonomia e spero che si possa chiudere in tempi rapidi. Il motivo? Esiste già una legge passata al vaglio della Corte costituzionale in attuazione dell’articolo 116 e oggi la provincia di Trento esercita l’autonomia della scuola a prescindere del “regime speciale” riconosciuto dalla Costituzione. Sono strade diverse».

E la richiesta di ottenere 5,4 miliardi di euro per pagare oltre 700 mila alunni, 4300 scuole e 70 mila operatori, tra personale docente e non docente non è eccessiva?

«Il fabbisogno di 5,4 mld tiene conto del fatto che il Veneto ha un grave deficit di organici. Abbiamo meno insegnanti di sostegno, meno dirigenti scolastici, non vogliamo solo il trasferimento dell’organico attuale ma c’è un piano di sviluppo. Siamo a buon punto e quando il “modello Trento” verrà applicato
al Veneto riusciremo a fare un passo in avanti per garantire così che all'inizio di ogni anno scolastico tutti gli insegnanti siano già nominati e in cattedra» conclude l'assessore Elena Donazzan. Oggi a Roma si parla di sanità. A guidare lo staff sarà il dottor Domenico Mantoan.

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