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Sul Garda il primo robot d’albergo

Presto in servizio al Parc Hotel. Accoglienza: mansioni umane sostituibili al 73%

MESTRE. Efficienza o umanità? Per adesso il mondo del turismo sta cercando di tenere insieme entrambi gli aspetti, ma in alcuni hotel economici del Giappone la figura del receptionist è già stata sostituita da un ologramma. Il robot, un tempo protagonista solo di libri di fantascienza, sta entrato nel mercato del lavoro compiendo mansioni meccaniche, ma il dubbio che un giorno prenderà il posto dell’uomo incombe: «Impossibile» rassicurano Maurizia Rizzo e Tiziano Simionato, rispettivamente presidente e vice di Ebit (Ente bilaterale industria turistica Veneto). «I robot non potranno mai trasmettere quel calore che rende l’esperienza dell’accoglienza fondamentale, né sostituirsi al controllo per la sicurezza. Quello che possono fare invece è svolgere quel tipo di azioni meccaniche che oggi fanno solo perdere tempo al lavoratore che potrà invece utilizzarle proprio per curare di più l’aspetto relazione. Si calcola che per certe attività meccaniche potrebbero svolgere il 73% delle ore che oggi compie un umano».

Oggi per esempio i receptionist perdono molto tempo a trascrivere i dati degli ospiti, quando anche solo utilizzando un Passport Skanner il lavoro è fatto. Ieri mattina nella sede di Confindustria a Mestre è stato presentato il «Tourism Evolution Lab», lo studio sull’automazione e sull’attività di intelligence nel settore turistico, da Mara Manente, direttrice del Ciset (Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica). Le attività che implicano creatività, responsabilità nel prendere decisioni o elaborazioni di dati, sono automizzabili solo dal 9 al 18% delle ore, quindi in minima parte, ma quelle con azioni ripetitive e in contesti prevedibili possono essere sostituite per il 78% delle ore (elaborare dati, raccoglierli, lavori fisici ripetitivi), 73% nel settore turistico dell’ospitalità e della ristorazione. In questi due ambiti il 48% delle ore è dedicato ad attività di routine come la preparazione e l’impiattamento del cibo, il servizio ai tavoli o check in e out. Il 94% delle ore per svolgere queste mansioni già oggi può essere automatizzato. «Dobbiamo guardare il fenomeno in modo positivo» spiega Simionato «Il lavoro non viene tolto ma redistribuito e può consentire ai dipendenti di occuparsi di valorizzare di più la parte relazione». In Italia, il primo robottino umanoide che accoglierà la clientela e servirà al ristorante sarà Pepper. Prodotto da Aldebaran Robotics per Softbank, prenderà servizio a breve in uno degli hotel sul Lago di Garda della catena Parc Hotels. Il Veneto, con 65 milioni di turisti certi nel 2016 e la proiezione di 70 milioni a fine 2017, non vuole rimanere indietro e sarà capofila per studiare l’impatto dei robot sul mercato del turismo. «Tra il 2016 e il 2017 è cresciuto
ancora il turismo, bisogna guardare al futuro delle professioni supportando sempre i lavoratori» ha spiegato Menin. I dati riportano l’aumento del 34,8% nelle città d’arte, nei laghi + 41,5%, nelle terme +29,4%, nella montagna + 11,7% e nel mare +5%.

Vera Mantengoli

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