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Collocato il bond, la Pedemontana riparte

Emesse obbligazioni per oltre 1,5 miliardi e confermata la fine dell’opera nel 2020. Zaia: «Ora accelerazione dei lavori»

MESTRE. Collocati i due bond del valore complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro. Sono i soldi necessari per finanziare il completamento della Superstrada Pedemontana Veneta. Un tassello fondamentale per il proseguimento dei lavori. Soddisfazione da parte del Consorzio Sis, che conferma che l’opera sarà pronta come da cronoprogramma per la fine del 2020. La superstrada a pagamento verrà a costare 2,2 miliardi, che salgono a 3 con gli oneri capitalizzati (le risorse pubbliche superano i 500 milioni).

L’operazione finanziaria è stata perfezionata mercoledì pomeriggio, dedicata ai soli investitori istituzionali. Sul mercato sono state piazzate due obbligazioni per un totale di 1,571 miliardi di euro, strutturate in una tranche senior da 1.221 milioni in scadenza nel 2047, con un tasso del 5%, e una subordinata decennale da 350 milioni, al tasso dell'8%, con scadenza 2027. Il prezzo del bond non presenta alcun rating e ha una cedola fissata pari a uno spread superiore di 100 punti base al tasso Eonia (è il tasso di interesse medio di riferimento nelle operazioni a brevissima scadenza) e un rendimento del 5% per il bond senior e dell’8% per quello subordinato. Come global coordinator ha lavorato Jp Morgan.

Un percorso lungo quello della collocazione dei bond, che ha visto quattro versioni del prospetto informativo (l’ultima a inizio mese), mentre la presentazione agli investitori è avvenuta a luglio scorso, con tappe a Milano, Madrid e Londra. Superstrada Pedemontana Veneta spa, spiega una nota, userà i proventi delle due obbligazioni «per finanziare i costi di costruzione, gli oneri finanziari, le tasse attese e gli altri costi di progetto sostenuti nella fase di costruzione o ogni altro costo e spesa sostenuti in connessione con l'offerta». Il consorzio Sis (che vede la piemontese Dogliani con la spagnola Sacyr) con sede a Torino spiega di aver richiesto alla Irish Stock Exchange l'ammissione delle note al listino ufficiale e alla loro trattazione sul suo mercato regolamentato. Soddisfazione è stata espressa ieri anche dal presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia: «Apprendiamo con soddisfazione dell’avvenuta effettuazione del pricing e allocazione dei titoli necessari per il finanziamento privato della Superstrada Pedemontana Veneta, che segnerà l’ulteriore accelerazione dei lavori in vista della definitiva chiusura dei cantieri e della consegna dell’infrastruttura, prevista per la fine del settembre 2020».

La Pedemontana Veneta sarà una strada a due carreggiate indipendenti, ciascuna con due corsie per senso di marcia ognuna larga 3,75 m, che collegherà la A4 a Montecchio Maggiore (Vicenza) con la A27 a Spresiano (Treviso). I 95 km del percorso interesseranno 38 Comuni e si snoderanno prevalentemente in trincea, ma la prima superstrada a pedaggio italiana sarà caratterizzata anche da 7,8 km di gallerie naturali e da 5,9 km di gallerie artificiali per limitare l’impatto visivo e acustico sul territorio. Il Consorzio Sis gestirà in concessione la strada per 39 anni. Ma sull’opera pende anche il ricorso presentato al Tar del Veneto da Salini-Impregilo, che guidava la cordata poi risultata sconfitta da Sis nel 2009 (a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato). Il gruppo delle costruzioni “perdente” ha chiamato in causa la Regione Veneto, “rea” di aver riscritto la convenzione con Sis, che prevede tra l’altro un contributo ulteriore di 300 milioni. «È di tutte evidenza che la concessione, così come ridefinita, è radicalmente diversa da quella posta in gara e aggiudicata nel 2009 - si legge nel ricorso - una siffatta modifica del rapporto concessorio non è legittima,
essendo invece obbligo della Regione Veneto, in presenza dell’inadempimento» di Sis di realizzare l’opera «alle condizioni da essa offerte in gara, risolvere il rapporto concessorio e procedere ad una nuova procedura di gara cui anche Salini Impregilo avrà diritto di partecipare».

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