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Sofia morta di malaria per un “macroscopico errore umano”

Il contagio è avvenuto all’ospedale di Trento, Bibione non c’entra nulla. Lorenzin: felice comunque che non ci sia un’epidemia

TRENTO. Sofia, la bimba di quattro anni morta di malaria, sarebbe stata contagiata all'ospedale di Trento. Secondo i periti dell'Istituto Superiore di Sanità, che hanno trasmesso alla procura di Trento le loro conclusioni, il contagio sarebbe avvenuto in ambito ospedaliero.

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I tecnici escludono anche che il veicolo dell'infezione sia una zanzara: se errore c'è stato, si è trattato - commentano gli inquirenti - di una macroscopica falla nelle procedure, in sostanza un errore umano non facilmente individuabile. Si tratta di una relazione di tre pagine, molto tecnica, che conferma le dichiarazioni rilasciate nei giorni corsi dal ministro della salute Beatrice Lorenzin.

In sostanza conferma che Sofia è stata contagiata con lo stesso ceppo malarico di una delle due bambine del Burkina Faso che si trovavano al S.Chiara di Trento nello stesso periodo in cui era ricoverata la bimba. Sofia è morta il 4 settembre per malaria dopo essere stata ricoverata in tre ospedali diversi - a Bibione (Venezia), al S.Chiara di Trento e agli Spedali civili di Brescia.

Bimba morta di malaria, Bonino: "Anche sulla zanzara migranti capro espiatorio" "Ho l'impressione che stiamo un po' sbandando e come sempre quando la politica annaspa, trova dei capri espiatori". A dichiararlo è Emma Bonino, al termine dell'anteprima al Senato de 'L'ordine delle cose', l'ultimo film del regista Andrea Segre presentato a Venezia fuori concorso. "Qualunque cosa succede in questo Paese - ha aggiunto Bonino - ormai è colpa dei migranti, adesso anche la zanzara (il riferimento è alla bambina morta a Brescia dopo aver contratto la malaria, ndr). La verità è che sulla gestione dei flussi, manca una politica decorosa nel rapporto con gli altri Paesi e una politica decente di integrazione nel nostro Paese"video di Angela Nittoli


Sul caso è intervenuta anche il ministro alla Salute, Lorenzin: «Le autorità preposte cercheranno di comprendere come sia avvenuto il contagio, è una situazione particolarmente complessa ma mi sento confortata dal fatto che non vi siano focolai epidemici di malaria in giro per l'Italia. Sicuramente sull'infezione provocata dal contatto di sangue sono state scritte delle ricostruzioni molto lontane dal vero, ci sono stati invece fattori più complicati e la magistratura ci sta lavorando».

Bimba morta di malaria, Spedali Civili Brescia: "Se fosse arrivata prima l'avremmo salvata" Il direttore Generale dell’ ASST Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri, ricostruisce la vicenda che ha portato al decesso per malaria di Sofia Zago, 4 anni, ricoverata sabato 2 nell’Ospedale di Trento e poi nella struttura specializzata in malattie tropicali di Brescia. “La paziente è arrivata in stato comatoso - spiega Belleri -, non c’è stato nulla da fare. Se la patologia fosse stata riscontrata prima, avremmo potuto agire in modo differente”.di Edoardo Bianchi


C’è anche una nota del direttore generale dell'Azienda sanitaria di Trento, Paolo Bordon: «Sono stato informato dal presidente Ugo Rossi e dall'assessore Luca Zeni che è stata richiesta copia al Ministero della relazione sul caso di malaria consegnata alla Procura di Trento. L'Apss non commenterà nulla fino a quando non avremo visionato la documentazione».

E ancora: «La commissione che ci ha supportato nelle indagini interne composta, tra gli altri, dal professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale delle malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, sta completando la relazione, e non appena la riceverò la consegnerò personalmente al procuratore dottor Marco Gallina - prosegue Bordon - quale contributo dell'Apss nella vicenda legata alla morte della piccola Sofia, mettendoci a completa disposizione delle autorità preposte. La verità è dovuta principalmente ai familiari della bambina, ma anche al nostro personale medico e infermieristico, che ha sempre lavorato con impegno e dedizione e che è molto provato da questa vicenda».


 

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