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«Centri per l’impiego, ora si cambia»

Donazzan: Veneto Lavoro coordinerà il sistema pubblico dei servizi. Oggi sciopero delle Province

VENEZIA. I dipendenti delle Province venete e della Città Metropolitana di Venezia sono oggi in sciopero e andranno in corteo fino alla sede della Prefettura a Venezia. Al centro della loro protesta ci sono le attribuzioni della funzioni (sicurezza pubblica, scuole e strade di competenza, mercato del lavoro) che facevano capo alle Province poi abolite o unificate tra loro. Uno dei temi più scottanti è quello dei Centri per l’Impiego (Cpi), ovvero gli ex uffici di collocamento. Su questo nodo abbiamo intervistato l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Elena Donazzan.

La Giunta regionale ha presentato una proposta di legge per trasferire le funzioni dei centri per l'impiego a Veneto Lavoro. Conferma?

«Confermo. La Giunta regionale ha presentato una proposta di revisione della legge 3/2009, prevedendo la riassunzione da parte della Regione delle funzioni già attribuite alla Province in materia di lavoro. La proposta prevede che Veneto Lavoro, ente strumentale regionale, assuma per conto della Regione, il ruolo di direzione operativa e coordinamento del sistema pubblico dei servizi per il lavoro. La Regione, d’altra parte, conserva le funzioni di governo e di programmazione. Il personale assunto a tempo indeterminato, che opera nei Cpi, sarà trasferito all’Ente stesso, garantendo la conservazione delle condizioni giuridiche ed economiche di maggior favore».

A Veneto Lavoro con queste nuove funzioni occorreranno ingenti risorse economiche, ci saranno?

«Il principale costo della operazione riguarda il personale, oltre agli altri oneri di funzionamento. Attualmente il costo della funzione è ripartito tra la Regione (un terzo) e lo Stato (due terzi) in base ad Accordi che hanno coperto fino ad oggi il 2015, il 2016 e il 2017. Il costo attuale complessivo è di circa 16 milioni di euro. Con il governo c’è già un’intesa di massima, la nostra proposta in ogni caso è subordinata alla definizione dell’accordo finanziario con lo Stato, in assenza del quale non si potrà procedere».

Ma ai Cpi sono state attribuite nuove e importanti competenze, tra le quali la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione, con un Patto di Servizio che prevede un tutor per i disoccupati con il compito di riavviarlo al lavoro. Veneto Lavoro è in grado di gestire tutto questo?

«Il lavoro principale dei Cpi è di sostenere i disoccupati nella ricerca di lavoro. Ricordo che un disoccupato è tale se dichiara di essere disoccupato iscrivendosi al portale (regionale o nazionale) e sottoscrive il patto di servizio personalizzato presso il Cpi con il quale dichiara la disponibilità alla partecipazione alle politiche attive proposte dalla regione o dallo stato. Ad oggi i Cpi operano già e correntemente con i sistemi di Veneto Lavoro e nel corso del 2016 hanno lavorato più di 128 mila patti di servizio, 86 mila i curriculum pubblicati dei disoccupati, oltre 8.000 sono le richieste di lavoro delle imprese pubblicate e rimaste vacanti. Veneto Lavoro potrà solo contribuire a migliorare le performance dei Cpi attraverso il miglioramento dei sistemi e delle funzioni e la collaborazione degli intermediari alle politiche attive con i siti web recruiting».

Su quali servizi punterete per aiutare i disoccupati?

«Ogni anno i flussi di persone disoccupate o inoccupate superano i 150.000. Il sistema regionale dei servizi
per il lavoro dovrà servire un menù di servizi ai disoccupati e i Cpi dovranno essere focalizzati sui loro utenti al fine di velocizzare il possibile inserimento al lavoro o la partecipazione alle politiche attive. Nessun disoccupato sarà abbandonato».

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