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Dolce disputa: tiramisù Dop, il Veneto scavalca il Friuli

Il ministero apre sul riconoscimento di “prodotto tipico”, ma il governatore rilancia con la richiesta del marchio protetto

TREVISO. Tiramisù di Treviso Dop. O suona meglio Tiramisù Veneto Igp? Zaia, scottato dallo “smacco” friulano, mette la freccia e supera i vicini di regione che pochi giorni fa avevano ottenuto il riconoscimento di Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat) per il dessert più conteso del momento, e mentre li sorpassa, chiedendo al Ministero per le Politiche Agricole il riconoscimento ufficiale per il dolce trevigiano (su questo non ha dubbi), fa pure la linguaccia: «Igp o Dop sarebbero riconoscimenti di molto superiori a questa lista di risulta», riferendosi al Pat ottenuto dai friulani.

Insomma, la polemica sul tiramisù anziché smorzarsi si inasprisce. A nulla è servita la nota “ecumenica” diffusa dal Ministero stesso, secondo cui la procedura per inserire il tiramisù tra i Pat friulani è stata del tutto legittima, e tuttavia «non esclude la possibilità di altre Regioni di poter iscrivere nel proprio elenco regionale il dessert». Facendo notare come questo elenco esista dal 1999 e nessuna Regione avesse mai pensato di rivendicare il tiramisù. Se il Veneto lo chiedesse potrebbe lo stesso inserire il dessert tra i suoi Pat, ma il governatore è intervenuto ieri per sottolineare come quella lista, in realtà, non gli interessi: «Non chiederò mai l’iscrizione del tiramisù veneto in una lista di prodotti minori, visto che stiamo andando avanti da anni ncon il dossier per ottenere l’Igp o la Dop. È un percorso lungo, per il radicchio rosso ci abbiamo messo anni, ma credo che ci siano buone possibilità di riuscita. Nella lista Pat, invece, potrei inserire anche la pizza margherita veneta, visto che è presente sul territorio da oltre 25 anni come chiede la regolamentazione, ma lo trovo poco corretto nei confronti dei napoletani. Quel che contesto è che il mondo intero sa che c’è questo dibattito e mi sembra che quello ottenuto dal Friuli sia un piccolo presidietto».

Su un punto anche la senatrice trevigiana del Pd Laura Puppato (il bisticcio di lunedì con Zaia, proprio sul tiramisù, è diventato virale sul web) è d’accordo con il presidente della Regione: «I Pat non sono etichette paragonabili a Dop o Igp». Ma non per questo il Veneto doveva snobbarli così: «Il Ministero si limita a tenere il registro dei prodotti, mentre sono le regioni a definire cosa sia e cosa non sia tradizione nei propri territori. Zaia quindi sbaglia oppure confonde per coprire sue lacune quando si arrabbia con il Ministero, una responsabilità da inattività che è invece tutta sua». Un’inattività che si rifletterebbe, secondo Puppato, anche in tematiche che con il tiramisù hanno poco a che vedere: «Questo episodio è sintomatico dell’incapacità regionale di agire correttamente nel solco degli interessi del Veneto. Diventiamo così,
giorno dopo giorno, fatto negativo dopo fatto negativo, una regione che sa solo lamentarsi, sbandierare referendum e vessilli identitari a uso e consumo di una cittadinanza che non ha il tempo di approfondire, senza mai essere produttiva laddove serva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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