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Rogo di Londra: «Gloria e Marco sono nell’elenco dei morti»

Venerdì pomeriggio la notizia delle autorità alle famiglie dei due ragazzi. I vigili del fuoco non hanno ancora potuto raggiungere il 23esimo piano

LONDRA. Ora è ufficiale. I nomi di Gloria Trevisan e Marco Gottardi sono stati tolti dall’elenco dei dispersi e inseriti in quello delle vittime.

Venerdì mattina la Farnesina ha contattato i genitori dei due fidanzati veneti che abitavano al ventitreesimo piano della Grenfell Tower, dando i crismi dell’ufficialità a un presagio che aleggiava ormai da più di 24 ore. Ciò che manca, al momento, è l’ispezione al piano. È pericolante come molti degli ultimi e per questo motivo nessuno ci ha ancora messo piede. I corpi di Gloria e Marco sono lì dentro. È una Londra arrabbiata che non si rassegna alla vista del mastodontico scheletro nero diventato simbolo di morte e dolore. È una città che si scaglia contro le istituzioni e tutti i suoi simboli, teatro da giorni di uno scontro sociale tra poveri e ricchi. Il leader laburista Jeremy Corbyn è arrivato a proporre di far requisire temporaneamente, per ospitare gli sfollati, alcune delle numerose case tenute sfitte da ricchi investitori nell’ambito di un mercato immobiliare altamente speculativo.

Rogo di Londra, Gloria e Marco dall'Italia in Uk per trovare lavoro Gloria Trevisan e Marco Gottardi, dispersi nel rogo di un grattacielo a Londra, si erano trasferiti in Uk nel marzo 2017 e avevano già trovato un lavoro e un mini-appartamento in subaffitto. Erano lì perché non avevano trovato lavoro in Italia e volevano aiutare le loro famiglie. La rabbia dei genitori di lei: "Che paese quello che allontana i suoi ragazzi e gli offre solo elemosina?" (a cura di Andrea Scutellà)


Questo è il clima che si respira per strada in tutto il quartiere intorno alla Grenfell Tower. Un quartiere che ogni giorno di più si arricchisce di nuovi angoli trasformati in piccoli santuari di dolore e preghiera. I volti dei dispersi campeggiano sui muri, sulle cabine del telefono, persino sulle magliette che indossano i volontari impegnati nella distribuzione dei generi di prima necessità.

ESCLUSIVO Il nostro inviato a Londra sotto la Grenfell Tower Il nostro inviato Enrico Ferro a Londra, sotto il grattacielo di 24 piani distrutto dalle fiamme: risultano ancora uffficialmente dispersi Gloria Trevisan e Marco Gottardi, due 27enni veneti di Camposampiero (Pd) e San Stino di Livenza (Ve) che abitavano al ventitreesimo piano


Ma anche una città cosmopolita come Londra non è immune dal turismo dell’orrore. E così durante tutta la giornata di ieri la polizia ha avuto il suo bel d’affare ad allontanare visitatori a caccia di selfie davanti a quel che rimane della torre carbonizzata.

La veglia di preghiera per Gloria e Marco Il parroco di Camposampiero annuncia dall'altare che i due giovanni fidanzati sono stati ufficialmente dichiarati morti e invita comunità e famiglie a pregare per loro


È scattata invece la psicosi della totale assenza di sicurezza all’interno di edifici come quello andato a fuoco martedì notte. «La società che amministro il palazzo in cui vivo ha mandato una mail a tutti noi residenti per tranquillizzarci» conferma una fotografa di Bologna che da anni abita al ventunesimo piano di un palazzo a ovest di Londra. Basta alzare lo sguardo sull’orizzonte della metropoli per capire le paure della gente, che scopre all’improvviso tutta la fragilità e soprattutto la pericolosità di alloggi pagati a peso d’oro. Come quello preso in subaffitto da Marco Gottardi di San Stino di Livenza e da Gloria Trevisan di Camposampiero. Novecento sterline al mese, oltre mille euro, per un minuscolo appartamento che si è trasformato nella loro tomba.

Il ventitreesimo piano della Grenfell Tower è ancora pericolante e in quanto tale non è stato ancora possibile eseguire un sopralluogo. Prima di andare a cercare i corpi tra le macerie sarà necessario mettere in sicurezza la struttura, per evitare crolli improvvisi.

Il fumo continua a uscire dalla torre in cui vivevano circa 500 persone. Il vento trasporta la cenere che si posa su strade, parchi e marciapiedi. La speranza è poca ormai e ogni giorno il bilancio cresce nella sua drammaticità.

L’avvocato Maria Cristina Sandrin, legale della famiglia Trevisan, ha tenuto i contatti anche ieri con le autorità. Il 26 giugno prossimo la coppia sarebbe tornata a casa per festeggiare il compleanno di Marco. «Ormai ho ricevuto le telefonate dal Ministero che ha detto come la lista dei superstiti è diventata quella delle vittime. È il momento di lasciare spazio ai lavori per consentire al meglio di indagare a chi ne ha il compito».

Gli aspetti da chiarire per la polizia sono molti. C’è il tema della sicurezza e delle ristrutturazioni, che potrebbero non essere a norma. Ma c’è anche il bubbone delle case in subaffitto, con inquilini “fantasma” che non comparivano negli elenchi ufficiali. Una situazione di illegalità diffusa che denuncia un sistema in atto da tempo a Londra e in qualche modo tollerato da tutti. Senza controlli, senza verifiche a campione, senza sanzioni. Marco e Gloria non sapevano. E hanno pagato il prezzo più alto.

e.ferro@mattinopadova.it

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