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Lungo il Canal Grande storie e segreti di palazzi e famiglie

La “strada più bella del mondo” raccontata e disegnata Il confronto con il passato per capirne le trasformazioni

Con il nostro giornale in edicola troverete il libro "Canal Grande" al prezzo di 9,50. Un volume ricco di storia e di immagini. Un grande omaggio a Venezia. 

VENEZIA. Cos’hanno in comune Desdemona, Josephine Baker e un’aringa secca? Che c’entra Baron Corvo con Pietro Aretino e Lucrezia Cornèr Piscopia? Scopritelo leggendo “Canal Grande” di Pier Alvise Zorzi e Pierfranco Fabris, edito da La Biblioteca Dell’Immagine.

C’era bisogno di un ennesimo libro sul Canal Grande? Certo: se non altro per scoprire le storie intime di questi e tanti altri personaggi che ne hanno scrutato le acque dalle finestre dei palazzi che lo costeggiano, in 1596 anni di vita della Serenissima, così ricchi di avventure piccole e grandi che non si finisce mai di scoprire, raccontare, interpretare, confutare, commentare.

Sul Canal Grande, corso principale di Venezia e Dna della città, non si scrive mai abbastanza: è quello che ha pensato il coraggioso editore Giovanni Santarossa, che sfidando con friulana testardaggine la crisi del libro ha chiesto agli autori di raccontare in italiano e in inglese ed illustrare i palazzi che adornano le rive di quella che è stata più volte definita la Strada Più Bella Del Mondo.

Così è nato “Canal Grande”, un libro che percorre tutto il Canalazzo soffermandosi su 106 palazzi e le storie di coloro che vi hanno vissuto una vita lunga o, come direbbe Malherbe, “l’espace d’un matin”. Un libro che sta bene in tasca, nell’onnipresente zainetto, persino in borsetta, che invita alla consultazione continua: il linguaggio più che quello dello storico è quello dell’erudito curioso e ironico; le illustrazioni che documentano il cambiamento sono tra l’acquarello del grande viaggiatore e la miniatura dello studioso. Un’opera che pur sostenuta da una accurata bibliografia si può leggere ovunque con grande piacevolezza.

L’ideale sarebbe però leggere “Canal Grande” in gondola, in un motoscafo che percorresse il Canalazzo ai 5 km all’ora imposti dalla legge, o addirittura in vaporetto.

Il modello a cui il libro si ispira difatti è la straordinaria panoramica ottocentesca di Antonio Quadri e Dionisio Moretti. Sono trascorsi duecento e passa anni e cos’è cambiato? Tantissimo, nonostante i palazzi si offrano sempre a meravigliare i visitatori e a rassicurare i pochi agguerriti residenti con l’illusione che almeno il Canalazzo sia virtualmente immutabile nel suo aspetto.

Tutto è cambiato e continua a cambiare, rispondono gli autori di “Canal Grande”, raccontando gli infiniti accadimenti nei palazzi e le continue profonde mutazioni architettoniche durante e dopo la lunga parabola della Serenissima, fino ai giorni nostri.

Il lettore si troverà a navigare tra Dogi e Principi, cortigiane e gran dame, pittori e costruttori, ambasciatori e traditori, mecenati e sciagurati: la lista è lunghissima, le storie sempre più affascinanti, dietro l’interminabile striscia di facciate documentate con certosina precisione.

Leggendo e guardando, coloro che oggi entrano nel Canal Grande come una volta, dal bacino di San Marco ma anche coloro che, per dirla come Thomas Mann, entrano dalla “porta di servizio di un palazzo”, la Stazione, scopriranno che gli splendori distribuiti sulle due rive rappresentavano, c. ome disse Napoleone nella sua visita del 1807, “la puissance du commerce”.

La potenza del commercio, questo era l’effetto ricercato dalla classe dirigente della Serenissima che ben sapeva molto prima di Mac Luhan come il mezzo contasse tanto quanto il messaggio. Scopriranno una Venezia porto globale, dove lo splendore dei palazzi era cornice dei magazzini che raccoglievano le merci creatrici di ricchezze che venivano poi reinvestite nella Città/Azienda.

Scopriranno il mondo dei patrizi veneziani, nobilitati per propria decisione ignorando il Papa e l’Imperatore, aristocratici per qualità imprenditoriale e non per possedimenti terrieri, diversi da tutti, ammirati e invidiati dai loro pari in tutto il mondo medievale e rinascimentale, ma scopriranno anche coloro che subentrarono quando la Serenissima cadde: la crème de la crème della cultura internazionale, i grandi innamorati di Venezia con tutto il loro bagaglio di genio ma anche di eccentricità. Gli intrighi, gli amori, le glorie e le tragedie di una città che da una Repubblica aristocratica spregiudicata, innovativa, che sconvolgeva l’ideale platonico di Stato ma che era durata più a lungo addirittura dell’Impero Romano, attraverso i secoli era divenuta una città spogliata, depredata, svuotata della propria classe dirigente eppure sempre così magnifica da catturare la mente ed il cuore del mondo intero.

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C’è un solo Palazzo a Venezia, il Palazzo Ducale: tutti gli altri, per quanto splendidi potessero essere, venivano semplicemente chiamati Ca’, casa. Proprio in queste case entrerà il lettore, appassionandosi sempre più alle vicende degli uomini e delle donne che le hanno abitate in epoche diverse. Per amare più profondamente Venezia e comprenderne di più la complessità. Infine, per diventare tutti un po’ più veneziani: è l’augurio di “Canal Grande”.

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