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Due secchi “no” da Vigonovo e Scorzè

VENEZIA. Due secchi “no”. Vigonovo che vuole andare con Padova e Scorzè che punta invece a Treviso. Gli altri Comuni hanno deciso di aspettare. Che cosa? Di conoscere meglio lo statuto della nuova...

VENEZIA. Due secchi “no”. Vigonovo che vuole andare con Padova e Scorzè che punta invece a Treviso. Gli altri Comuni hanno deciso di aspettare. Che cosa? Di conoscere meglio lo statuto della nuova Città metropolitana e quindi hanno sospeso il loro giudizio. Sono tutte amministrazioni a guida leghista e di centrodestra con una importante eccezione. Il Comune di Mira guidato dal “grillino” Alvise Maniero (nella foto) che ha deciso di non decidere e ha attaccato Venezia per il suo ruolo e ...

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VENEZIA. Due secchi “no”. Vigonovo che vuole andare con Padova e Scorzè che punta invece a Treviso. Gli altri Comuni hanno deciso di aspettare. Che cosa? Di conoscere meglio lo statuto della nuova Città metropolitana e quindi hanno sospeso il loro giudizio. Sono tutte amministrazioni a guida leghista e di centrodestra con una importante eccezione. Il Comune di Mira guidato dal “grillino” Alvise Maniero (nella foto) che ha deciso di non decidere e ha attaccato Venezia per il suo ruolo egemone. Dello stesso parere è anche la sindaca di Dolo Maddalena Gottardo della Lega che teme di dover pagare i debiti dei Comuni meno virtuosi. Giudizio negativo ma con molti distinguo in alcuni Comuni del Veneto Orientale che si sono raccolti attorno alla presidente della Provincia e sindaco di San Donà, Francesca Zaccariotto. È il caso di Torre di Mosto e di Meolo mentre Musile di Piave, Comune retto dal parlamentare della Lega Gianluca Forcolin, dice due no, alla Città metropolitana ma anche all’annessione a Treviso. Tutti contestano, chi tutto chi in parte, lo statuto della Città metropolitana, in particolare quel “diritto di veto” del sindaco, che sarà Giorgio Orsoni, attuale primo cittadino di Venezia.

La contestazione non riguarda il nome, ma la sua elezione che secondo questi sindaci dovrebbe essere nominato già alla fondazione della Città metropolitana e non successivamente. Resta quindi lo statuto lo scoglio principale da superare per il varo del nuovo ente amministrativo. (g.d.p.)