VENEZIA Non solo chiusure, accorpamenti e tagli. Nel piano socio-sanitario che la settimana prossima torna sotto la lente della commissione presieduta da Leonardo Padrin, prende forma anche il “mini...
VENEZIA
Non solo chiusure, accorpamenti e tagli. Nel piano socio-sanitario che la settimana prossima torna sotto la lente della commissione presieduta da Leonardo Padrin, prende forma anche il “mini pronto soccorso”. A questo nuovo servizio è stato dedicato uno degli approfondimenti dell’incontro di ieri del Pdl. L’obiettivo, è garantire sicurezza ai cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza. Questo significa potenziare il servizio di urgenza-emergenza anche in assenza di ospedali nelle immediate vicinanze.
Un’operazione che si realizza aprendo una serie di ambulatori – punti di primo soccorso – dislocati sul territorio e dotati di ambulanza, infermieri, medico e anestesista, in grado di intervenire immediatamente in caso di evento acuto (come ad esempio un infarto). Ma il Pdl ha posto anche l’accento sulla necessità di equilibrare i costi delle Usl cominciando ad intervenire proprio su quelle che non hanno ancora adeguato la rete alle indicazioni del 2002. Infine, il gruppo ha avanzato dei dubbi sull’esecuzione dei nuovi project financing: di fronte alla riduzione delle risorse, il rischio è di non riuscire a pagare le rate dei mutui. Da qui la necessità di chiudere velocemente il piano socio-sanitario: ridefinite regole e necessità, la prospettiva – oltre che la speranza – è che alcune delle nuove strutture già ipotizzate non siano più cruciali a supportare il sistema ospedaliero veneto.
