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Bilancio regionale, trovati 70 milioni per il sociale

I fondi da Arpav e sanità. Esultano le opposizioni: «Salve le categorie deboli»

VENEZIA. Settanta milioni in più per il welfare veneto. Questo l'accordo suggellato in Consiglio regionale tra maggioranza e opposizione. Si scioglie così uno dei due elementi di fondamentale contrasto sul bilancio. Nulla da fare, invece, sul fronte del trasporto pubblico: nel maxiemendamento della Giunta - 78 milioni racimolati da evasione dell'Irpef e recupero bolli auto -, al trasporto su gomma vengono destinati 44 milioni, troppo pochi per la categoria che pure, ieri, ha incontrato il presidente Zaia a margine dell'ennesima manifestazione di protesta.

Sociale. A mettere d'accordo tutti, le risorse destinate ai servizi sociali, frutto di una lunga trattativa, che ha visto 53 milioni dirottati dal fondo sanitario (di cui 8 distratti dai 57 destinati all'Arpav) alla non autosufficienza che arriva così a 721 milioni; a questi se ne aggiungono altri 17 per i Comuni. Una soluzione che fa esultare l'opposizione: «Abbiamo tenuto la maggioranza sulla corda, evitando che il welfare in Veneto venisse smantellato» commentano la capogruppo del Pd Laura Puppato e il Claudio Sinigaglia «I 17 milioni permetteranno lo svolgimento di servizi a favore dei disabili, dai Ceod alle comunità residenziali, al trasporto scolastico». I 53 milioni verranno utilizzati invece per contenere l'aumento delle rette nelle case di riposo, coprire gli assegni di cura e i progetti di vita indipendente. «Alla non autosufficienza abbiamo destinato 16 milioni in più rispetto all'anno scorso» commenta soddisfatto il capogruppo del Pdl, Dario Bond «A fine anno dovremo capire se le azioni di contenimento della spesa in campo sanitario sono state utili. I soldi che abbiamo recuperato per il sociale, non sono stati creati dal nulla».

I nodi. Zaia l'ha spiegato tranquillamente: più di così, sul trasporto pubblico, non si può fare. L'intenzione, quindi, è destinare 44 milioni (33 in meno del 2010) in più alla gomma, mentre il ferro arriverà a 101 (rispetto ai 115) compresi i 4,7 per la linea Adria-Mestre che, a questo punto, è in bilico. Con l'entrata in vigore del criterio della premialità - sostiene l'assessore alla Mobilità Chisso - il Veneto dovrebbe avere un incremento di risorse tra i 15 e i 22 milioni, coprendo così gli ammanchi del ferro. Diversamente, per la gomma, si punta alla vendita dei palazzi sfitti, a partire da palazzo Zorzi (valore stimato in 25-30 milioni). Divisione, infine, su due milioni: chi dice debbano andare ai buoni scuola, chi alle scuole paritarie.

Finanziaria. Tra gli emendamenti su cui maggioranza ed opposizione hanno raggiunto l'accordo, l'alienazione degli immobili regionali inutilizzati, la chiusura dell'Agenzia regionale sociosanitaria, l'istituzione di un fondo di rotazione da 20 milioni per l'abbattimento dei fumi degli immobili privati, la proroga della vita fino al 2014 dei mezzi pubblici immatricolati tra il 1995 e il 1998 e adibiti ad attività come scuolabus, la costituzione delle Province come autorità di Protezione civile, il trasferimento del 60% dei proventi finalizzati alla salvaguardia della ricarica delle
falde alla riduzione del rischio idraulico (6-7 milioni ai geni civili) e infine, un fondo di rotazione di 30 milioni per l'ammodernamento delle strutture turistiche. Niente da fare, invece per l'aumento della volumetria degli edifici all'interno dei campeggi e il ripristino delle attività di cava.

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