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La Regione recupera 68 milioni da bolli auto e Irpef

Nella lotta all'evasione fiscale l'amministrazione regionale ha racimolato un "tesoretto"

VENEZIA. Anche il Veneto ha il suo tesoretto. Nella lotta all'evasione fiscale l'amministrazione regionale ha racimolato 68 milioni tra i 28 recuperati dall'Irpef che i cittadini si sono «dimenticati» di pagare e i 40 derivanti dai bolli auto furbescamente corrisposti fuori regione, dove la tassa automobilistica costa meno. Una cifra tutt'altro che trascurabile che verrà utilizzata per dare un po' di ossigeno al bilancio 2011, alimentando il maxiemendamento.
I 68 milioni verranno infatti utilizzati per dare copertura alla manovra «lacrime e sangue» della Giunta Zaia per il 2011 senza andare a raschiare ulteriormente le risorse, già risicate, assegnate agli assessori.

In sostanza, la Regione si avvale dell'articolo 3 della finanziaria che prevede il riversamento diretto dei proventi dell'addizionale regionale al reddito delle persone fisiche derivanti dal controllo fiscale, ovvero trattiene per sé le risorse recuperate dall'evasione. La scorsa settimana, il ministero dell'Economia ha certificato, con una lettera ufficiale, che il Veneto potrà contare su 28 milioni di euro.

Parallelamente, sul fronte della tassa automobilistica, l'assessore al Bilancio Roberto Ciambetti ha risolto un lungo contenzioso con le Regioni limitrofe per il recupero dei bolli auto che alcune aziende con sede in Veneto corrispondevano alle amministrazioni vicine approfittando di un'imposta più bassa. Un escamotage utilizzato in particolar modo da alcune importanti aziende che operano nel campo dell'importazione d'auto. Fino al 2010, infatti, un'azienda poteva fornire un indirizzo fittizio, indicando una sede di comodo per risparmiare qualche soldo. Poteva indicare quindi il recapito del proprio commercialista, invece che quello del concessionario o dell'officina in cui effettivamente viene svolta l'attività. Avveniva così, ad esempio, che auto immatricolate a Verona pagassero il bollo a Monza, risparmiando ma causando al Veneto un mancato introito.

Con il 2011, invece, la Regione ha imposto un'inversione di tendenza per cui, per il pagamento del bollo, fa fede la sede di immatricolazione del mezzo. Anche questa operazione, a metà gennaio, ha ottenuto la certificazione del Ministero e, pertanto, trova copertura economica.

Grazie a queste premesse, il maxiemendamento della Giunta si avvia a definizione, a suon di incontri tecnici. In sostanza, la manovra prevede un incremento dei fondi per il trasporto pubblico locale (44 milioni) e per le scuole paritarie (2 milioni), per lavoro e cassa integrazione (7), per l'Arav (4) e per gli ex dipendenti delle Apt (3,5). E poi ancora
1,2 milioni per le pulizie del palazzo della Regione, 1,4 per le realtà culturali in cui la Giunta è presente a vario titolo, 300 mila per la sede di Bruxelless e 600 mila per la valutazione impatto ambientale.

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