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Zaia: il Veneto dirà no alle centrali nucleari

«Siamo autosufficienti sul piano energetico e la morfologia regionale è incompatibile»

VENEZIA. «Il Veneto non costruirà impianti nucleari perché il completamento della centrale di Porto Tolle ci garantisce l'autosufficienza energetica. Inoltre, nella nostra regione non sussistono i requisiti di morfologia del territorio e densità demografica previsti dalla legge». Luca Zaia, il governatore leghista di Palazzo Balbi, gioca d'anticipo e commenta così la sentenza della Corte Costituzionale che - nel dichiarare illegittimo l'articolo 4 del decreto delegato in materia di localizzazione nucleare - stabilisce «l'adeguato coinvolgimento» delle Regioni interessate dai siti atomici e la «necessità» che queste esprimano un parere preventivo, obbligatorio pur se non vincolante, rispetto alle scelte finali dell'esecutivo.

In verità, nel 2009, da ministro dell'Agricoltura, Zaia aveva approvato il programma nucleare del Governo Berlusconi che assegna allo Stato l'ultima parola in materia... «Un ministro condivide una politica nazionale, a un presidente di Regione spettano compiti e responsabilità diverse», è la replica «in campagna elettorale ho dichiarato che il Veneto non avrebbe costruito centrali nucleari e oggi ribadisco questa decisione. La sentenza della Corte? Va rispettata, come sempre».

L'intervento della Consulta - che non sminuisce, peraltro, i poteri decisionali del Governo - è stata accolta con favore bipartisan dal consiglio regionale. «Ci è stato risparmiato l'ennesimo affronto», commenta Laura Puppato «ora il Veneto potrà stabilire se il suo territorio è nella facoltà di ospitare una centrale»; nel merito, il capogruppo del Pd ha pochi dubbi: «L'ultima alluvione che abbiamo vissuto e visto, ci dimostra che la nostra regione è incompatibile con il nucleare». In proposito, un emendamento democratico al bilancio chiede di finanziare uno studio scientifico che verifichi l'idoneità geomorfologica e abitativa del territorio.

Anche Dario Bond, capogruppo del Pdl (il partito più «nuclearista») giudica «importante» il pronunciamento della Corte: «Per realizzare un sito a fissione», osserva «occorrono numerose condizioni, non solo la presenza antropica più o meno lontana, ma anche una certa quantità di acqua per il raffreddamento e determinate condizioni ambientali come la non esistenza di biotopi importanti». «Avere la possibilità di esprimere un parere», conclude «rappresenta anche un'assunzione di responsabilità nel dire se esistono effettivamente dei siti utili in Veneto e, se sì, se siamo d'accordo o meno sull'opzione nucleare».

«La Corte Costituzionale invita a coinvolgere il territorio e tale ottica coincide con il federalismo di fatto», fa eco Federico Caner della Lega. Il capogruppo ribadisce le considerazioni di Zaia circa l'autosufficienza raggiunta dal Veneto e conclude: «Le centrali vanno fatte dove serve più energia anche per evitare che, per trasportarla, ci siano troppi elettrodotti che impattino
sul territorio».

Diverso il giudizio di Stefano Valdegamberi (Udc), convinto si tratti di una «Sentenza tardiva che rende superfluo il parere delle Regioni»; Pierangelo Pettenò (Sinistra veneta) attende invece con curiosità le mosse di Zaia, giudicato «molto ondivago» in materia.

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