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Il libro del gondoliere contro "l’invasione" degli immigrati

Angelo Tumino, 36 anni, veneziano, una laurea in Lettere, gondoliere per necessità e scrittore per necessità dell’anima fa sul serio. Già autore di altri racconti,

presenterà il suo libro questa mattina alle 12 in Pescheria a Rialto. Se è leghista non lo dice, ma certo non dispiacerà al popolo verde il suo libro "Invasione negata", romanzo su quanto sia difficile vivere in un condominio di periferia circondati da immigrati e clandestini dediti allo spaccio
VENEZIA. Prima scrittore, poi gondoliere. Prima ancora osservatore un po' arrabbiato di quello che lo circonda in quel di Venezia, dove lavora, e soprattutto in quel di Mogliano, dove abita, e che non lo sconfiffera. Se è leghista non lo dice, ma certo non dispiacerà al popolo verde della Marca il suo libro Invasione negata (Edizionianordest), romanzo su quanto da cani si può vivere in un condominio di periferia circondati da altri esseri umani che parlano un’altra lingua, cucinano altri cibi, odorano di altri odori e, per campare, rubano e spacciano. Gli stranieri.

Angelo Tumino, 36 anni, veneziano, una laurea in Lettere, gondoliere per necessità economica al traghetto di Santa Sofia e scrittore per necessità dell’anima - «il mio vero lavoro» - fa sul serio. Già autore di altri racconti, presenterà il suo libro questa mattina alle 12 in Pescheria a Rialto. Il 30 ottobre sarà invece a Mogliano dove forse, forse, sarà presente anche il vicesindaco di Treviso Gentilini. Tumino ci conta, anche perché per il romanzo sarebbe un colpaccio e per lui una consacrazione che potrebbe toglierlo dal remo per consegnarlo a un’altra prospettiva di vita, se non da Pulitzer comunque davanti a un computer.

Le 156 pagine di Invasione negata, precedute da una copertina con il segnale stradale di vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori, raccontano - sotto forma di diario - di un ex ingegnere vedovo, di età avanzata ma ancora baldanzoso, costretto a vivere in un condominio alla periferia di Roma diventato un covo di clandestini e criminali.
Niente di strettamente personale, dice, anche perché Tumino abita in una palazzina «normale». Personale sì, però, perchè a raccontargli il malessere profondo di una convivenza forzata con «gli stranieri» sono stati alcuni suoi amici.

«Questo libro è stato scritto con l’intento principale di rappresentare una delle paure più profonde che colpiscono le ricche nazioni dell’Occidente, la paura dello straniero - racconta Tumino - La politica non è in grado di escogitare soluzioni adeguate per arginare l’immigrazione clandestina e a farne le spese sono sempre i cittadini, almeno quelli che non possono vivere in luoghi privilegiati».

Il protagonista di Invasione arriverà alle estreme conseguenze con l’omicidio dello spacciatore del condominio «Palazzo Paradiso» però conoscerà anche l’amore, nelle fattezze di una giovane prostituta. «Direi che è la storia di un conflitto metropolitano - continua Tumino - il cui messaggio dovrebbe arrivare alle orecchie dei politici che continuano a ignorare il problema».
Finita una fatica, è pronta la prossima, questa volta autobiografica. Si intitola American Gondolier, storia fantascientifica ambientata in una Venezia comprata dagli Stati Uniti e abitata da gondolieri androidi.

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