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Venezia, detenuto si suicida in cella
È il 45esimo caso dall'inizio dell'anno

Un ragazzo marocchino di 22 anni, detenuto per violazione della legge sugli stupefacenti, si è impiccato con un lenzuolo nel carcere di Santa Maria maggiore di Venezia. Divideva la cella con altre sei persone. Sale così a 126 il numero dei morti in carcere dall'inizio dell'anno, 45 i suicidi

VENEZIA. Un detenuto marocchino di 22 anni si è impiccato stamattina, intorno a mezzogiorno, in una cella del carcere di Santa Maria Maggiore, in provincia di Venezia. L'uomo aveva già tentato più volte di togliersi la vita, riferisce l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, tanto da essere sottoposto al regime di grande sorveglianza. Naib, questo il nome del detenuto suicida, si trovava in carcere per violazione della legge sugli stupefacenti. Da poco la corte d`Appello di Venezia aveva confermato la sua condanna a 4 anni di reclusione. Condivideva la cella con altre sei persone. La magistratura sta effettuando un sopralluogo.

Dall'inizio di quest'anno salgono così a 45 i casi di suicidio nei penitenziari italiani. Il totale dei detenuti morti in cella, tra suicidi, malattie e cause da accertare arriva a 126. Negli ultimi 10 anni i 'morti di carcere' sono stati 1.686, di cui 603 per suicidio. Inoltre, in questi giorni, sono avvenuti altri 3 suicidi di persone 'detenute', seppur non ristrette in carcere: si tratta di Tomas Goller, semilibero di 43 anni, che si è ucciso impiccandosi ad un albero in un bosco in Provincia di Bolzano per il timore di dover tornare in carcere,
Rodolfo Gottardo, detenuto in libertà vigilata che si è suicidato davanti ai carabinieri che dovevano riportarlo in carcere, e Yassine Aftani, un tunisino di 22 anni che si è impiccato nella camera di sicurezza della questura di Agrigento dopo aver appreso la notizia che sarebbe stato rimpatriato.

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