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Guard rail come in autostrada vicino alle mura dell'Arsenale, colpa del Mose

E' stato montata da pochi giorni davanti alle mura dell'Arsenale una nuova banchina in cemento. Serve per realizzare la darsena per il Mose. L'intervento ha fatto discutere anche la giunta: ma c'è l'autorizzazione del Magistrato alle Acque

VENEZIA. Un guard rail davanti alle mura dell'Arsenale. La laguna come un'autostrada o forse uno squallido parcheggio di periferia. Da qualche giorno la barriera in metallo fa bella vista di sé sopra la nuova banchina in cemento costruita per realizzare la nuova darsena per il Mose all'Arsenale. Intervento che fa discutere e solleva pesanti critiche non soltanto da parte del mondo ambientalista.

Se n'è parlato in giunta qualche giorno fa. Qualche assessore ha storto il naso, ma ci si è accorti che i lavori sono «autorizzati». Pur trattandosi di laguna e area storica sottoposta a vincolo, gli interventi per realizzare la nuova darsena sono stati infatti approvati dal Comitato tecnico di Magistratura del Magistrato alle Acque e anche dalla commissione di Salvaguardia, nonostante il voto contrario di alcuni rappresentanti di Comune e ministeri.

Davanti alle storiche mura dell'Arsenale, già forate in più punti per facilitare i lavori, è dunque ormai quasi concluso l'intervento per realizzarre la nuova darsena. Dovrà ospitare i due enormi jack up, navi oceaniche da 55 milioni di euro l'una, prodotte in Olanda, lunghe 60 metri e larghe trenta, dotate di gru per rimuovere le paratoie dai fondali delle bocche di porto e trasportarle alla centrale di manutenzione dell'Arsenale. Un via vai quasi continuo, perché le 79 paratoie in metallo depositate sul fondo del mare avranno bisogno di manutenzione accurata e permanente.

Per attrezzare il tratto di laguna a ricevere le nuove navi il Consorzio e l'impresa Mantovani hanno delimitato l'area e costruito una nuova banchina in calcestruzzo, poggiata su pali in cemento larghi qualche metro. E adesso è spuntato il guard rail. Associazione come Wwf e Italia Nostra annunciano esposti, e la questione potrebbe presto approdare in Consiglio comunale. Ma i lavori che hanno trasformato l'intera area, modificando lo sky line di una delle parti più antiche di Venezia sono ormai quasi conclusi.

FOTO I lavori di montaggio della struttura

«Ci si chiede», dice un ingegnere che ci tiene a restare anonimo, «per quale motivo anche lavori di grande impatto se ritenuti necessari non possano essere fatti bene». In altre parole, chi ha deciso di circondare la darsena con calcestruzzo e guard rail in metallo invece di
delimitarla con materiali tradizionali e non vietati dal Palav? E poi, come avrà fatto la Salvaguardia, istituita dalla Legge Speciale appunto come «salvaguardia» della laguna, che spesso discute sulle misure e i materiali di una finestrella privata, a dare il via libera a una struttura del genere?

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