Lunedì aprono le scuole: torna in classe l'esercito degli studenti quest'anno alle prese con gli effetti dei tagli della riforma voluta dal ministro Gelmini. Se è previsto un aumento degli studenti, è certa anche la diminuzione degli insegnanti. Così la media di affollamento scolastico arriverà a 20,8 alunni per classe. Ma la situazione è a macchia di leopardo con territori densi di scuole affollate ed altre con numeri bassi di alunni
di Michele Bugliari
Alunni al rientro nelle classi
MESTRE. Il 13 settembre l'anno scolastico si aprirà con l'esercito dei 98.760 studenti che tornerà sui banchi delle scuole di ogni ordine e grado della provincia. Questo vuol dire che ci troviamo di fronte ad un aumento di ben 1.563 alunni in più rispetto all'anno scorso che saranno suddivisi in 4.737 (+20) a cui corrisponderà però la diminuzione di 138 insegnanti che in totale saranno 8.179.
Nel contempo si ritorna a parlare dell'emergenza antincendio perché nonostante gli adeguamenti in corso ancora il 50% degli istituti superiori è sprovvisto dell'apposita certificazione dei Vigili del Fuoco. Inoltre, tiene banco il caso degli universitari che non sono capaci di scrivere la tesi in un italiano corretto. Questi sono i temi emersi, ieri mattina al centro servizi di via Forte Marghera, durante una riunione plenaria organizzata dagli assessori provinciali Claudio Tessari (Pubblica istruzione) e Giacomo Gasparotto (Edilizia scolastica). Presenti anche il dirigente scolastico provinciale Domenico Martino e i presidi delle scuole superiori del Veneziano.
Martino ha anticipato i numeri non ancora totalmente definitivi di tutte le scuole provinciali, sostenendo che nonostante i tagli agli insegnanti e gli aumenti degli studenti non dovremmo trovarci di fronte a casi di sovraffollamento delle aule. Il dato aritmetico effettivamente prospetta una media di 20,8 alunni per classe ma si sa che dietro le medie matematiche si nasconde una situazione a macchia di leopardo con territori densi di scuole affollate ed altre con numeri bassi di alunni. Il dirigente scolastico ha puntualizzato: «Abbiamo risolto l'emergenza dovuta alla mancanza dei docenti di sostegno all'handicap e tamponato in parte quella dei bidelli».
L'ufficio scolastico regionale ha concesso tutti e 73 gli insegnanti di sostegno richiesti ma per quanto riguarda i 69 bidelli aggiuntivi necessari ne sono stati assegnati solo 31. Per quanto riguarda l'edilizia scolastica, Gasparotto ha annunciato: «Il patto di stabilità ci ha impedito di fare delle spese per la messa messa a norma degli edifici scolastici durante l'estate. Nei prossimi giorni però contiamo di far partire una serie di interventi che entro la fine dell'anno scolastico porterà il 50% delle superiori ad essere in regola con il certificato antincendio».
«Non esiste una reale emergenza - ha aggiunto l'assessore - visto che anche le sedi senza certificato sono sedi sono sicure solo che ancora non sono al 100% in regola con le normative antincendio. Gradualmente saranno tutte certificate anche se ci vorrà del tempo vista la situazione finanziaria degli enti locali». Tessari e Martino poi hanno inserito un altro argomento dicendo: «Se le università sono obbligate a fare dei corsi di italiano per i loro studenti, la realtà è drammatica. Una constatazione che ci spinge a continuare con il progetto «Lettura pensata» che serve a promuovere il rapporto dei ragazzi con i libri».
08 settembre 2010