Ospedale al Mare, indaga la Corte dei Conti

Il comune aveva acquistato per 27 milioni dall'Asl 12 l'ex ospedale al mare, mutandone la destinazione d'uso e rivendendolo per 81 milioni alla cordata Est Capital, Mantovani, Condotte, che però ha sospeso il rogito davanti ad un preventivo di 10 milioni di euro per il disinquinamento chimico dell'area. Si tratta per il momento di un'indagine conoscitiva

    di Roberta De Rossi VENEZIA. La Corte dei conti ha aperto un fascicolo sul mancato (sinora) rogito per la vendita dell'ex ospedale al mare alla cordata Est Capital-Mantovani-Condotte, causa contenzioso su chi (privati, Comune, Asl) debba pagare per il disinquinamento dell'area.

    In ballo, i 10 milioni di euro stimati per il disinquinamento dell'area. Per ora si tratta di un'indagine conoscitiva, dal momento che l'eventuale danno erariale per le casse pubbliche pende sì minaccioso, ma non si è ancora concretizzato e un accordo tra le parti è sempre possibile. Danno ancora più pesante nel caso la compravendita dovesse saltare del tutto, lasciando un «buco» laddove dovrebbe crescere - pur già con pesanti ritardi nel cronoprogramma e riduzione del progetto - il nuovo Palazzo del Cinema, che la vendita dell'ospedale al mare è chiamata a finanziare, nell'ambito di un intervento straordinario con i poteri commissariali di Protezione civile che il governo ha attribuito alle opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Strada privilegiata in deroga alle norme vigenti già pesantemente stigmatizzata dalla sezione di controllo della Corte dei conti stessa.

    Per quanto riguarda il pasticcio lidense - con il cantiere fermo da mesi in attesa che si risolva la querelle - il procuratore regionale contabile, Carmine Scarano, ha incaricato i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di acquisire tutta la documentazione relativa alla vendita dell'ex struttura ospedaliera e, in particolare, all'iter che ha portato alla sospensione del rogito, a causa del contenzioso su chi debba pagare il disinquinamento dell'area. Molti gli interrogativi ai quali la magistratura contabile intende trovare risposta: l'Asl 12 sapeva che l'area era inquinata? Perché il Comune non ha fatto indagini conoscitive a riguardo? E, soprattutto, quanti sono esattamente i costi del disinquinamento e chi li pagherà? L'indagine contabile potrà, infatti, trasformarsi in una formale constatazione solo nel momento in cui il danno si concretizzerà formalmente: qualora fosse l'amministrazione pubblica a sostenere i costi dell'intervento, oppure, se la vendita saltasse a causa del rifiuto dei privati di accollarsi le spese. Se, invece, si andasse a un «conguaglio» con metri cubi di edificato in più o la famosa cessione del monoblocco da parte del Demanio ai privati per sanare la situazione, in realtà - dal punto di vista strettamente erariale - non ci sarebbe un danno patrimoniale.

    La vicenda è nota. Il comune ha acquistato per 27 milioni dall'Asl 12 l'ex ospedale al mare, mutandone la destinazione d'uso e rivendendolo per 81 milioni alla cordata Est Capital, Mantovani, Condotte, che - dopo aver versato 16 milioni di caparra - ha però sospeso il rogito (per altro già vincolato all'approvazione del progettoe secutivo della riconversione) davanti ad un preventivo di 10 milioni di euro per il disinquinamento chimico dell'area ospedaliera. Per ora si sta trattando sulla compensazione, in metri cubi di edificato e darsene in riva al mare.
    07 settembre 2010

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