Il giallo dell'allarme inascoltato: "Ha suonato tutto il giorno"

L'11 agosto scorso segnale cui non seguirono controlli. La testimone: «Una giornata da incubo»

    VENEZIA. Un allarme ignorato. E' vero che il caldo e l'umidità fanno brutti scherzi. Ma l'allarme del cantiere della Salute aveva suonato - inascoltato - per un'intera giornata, nercoledì 11 agosto. Nessuno aveva spiegato perché, nessuno si era interessato del caso. Un campanello d'allarme ignorato. Lo racconta Milena Scatto, che ha le finestre proprio di fronte all'area del seminario patriarcale. Una giornata da incubo, quell'11 agosto, con l'allarme che perfora i timpani e nessuno che interviene. «Ho avvisato la Vigilanza Serenissima, mi hanno risposto che non si trattava di un allarme anti-intrusione, quindi non era affar loro», dice, «ho pensato che era ancora peggio. Se entra un ladro pazienza, se brucia tutto è peggio. Allora ho chiamato i vigili, stessa storia. Insomma, non ci ha badato nessuno».

    Malumori covati per mesi, verità espresse a mezza bocca. Il cantiere era in sicurezza? La magistratura indaga, e la verità verrà presto a galla, comprese le cause di quella che poteva davvero trasformarsi in tragedia. Intanto la signora si sfoga: «Non so come sia il cantiere all'interno, vedo solo che è a ridosso della scuola, che il nuovo seminario provvisorio è stato costruito davanti alle mie finestre, casette che spero saranno presto rimosse».

    Ma chi vigilava sulla sicurezza? «Mi sembra abbastanza vergognoso», sbotta la signora, «che per guardare a vista l'uomo con la rana di Pinault, in Punta della Dogana, valore poche centinaia di euro, ci sia un vigilante 24 ore su 24, qui nessuno per un patrimonio eccezionale». Pare che al momento dell'incendio all'interno del cantiere ci fossero due operai che dormivano. Ma nessuno si è accorto di quello che succedeva. Secondo Mario d'Elia, avvocato del movimento Consumatori, vanno ricercate le responsabilità «anche del committente».
    Esercenti e abitanti della zona rincarano la dose: «Troppa disattenzione, troppi allarmi inascoltati». Paura che ha tenuto ben svegli tutti gli abitanti della zona e molti veneziani fino a notte inoltrata. Incuria (o dolo, ancora non si sa) che hanno messo a rischio uno dei capolavori assoluti del barocco veneziano e tele irripetibili come le Nozze di Cana di Tintoretto. Possibile che la salvaguardia di tutto questo sia lasciata al caso? E alla tempestività di intervento dei vigili del fuoco?

    «Chiediamo una rete di controllo, lo avevano promesso all'indomani della Fenice e non lo hanno mai più fatto», dice la signora Scatto, «vogliamo sapere se succede qualcosa chi dobbiamo ringraziare».
    31 agosto 2010

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