Quotidiani locali

Vai alla pagina su Lavoro

Venezia come Melfi: il giudice reintegra 39 lavoratori di Ca' Foscari

Il giudice del lavoro della città

lagunare ha disposto il reintegro degli addetti alle portinerie dell'Università rimasti senza occupazione dopo il nuovo appalto per il servizio, affidato a due cooperative. La decisione arriva cinque mesi dopo l'ordinanza che aveva invitato senza successo le cooperative ad assumere i lavoratori
Il giudice del lavoro reintegra i 39 lavoratori di Ca' Foscari rimasti senza occupazione dopo il nuovo appalto per le portinerie affidato alle cooperative «Il Guerriero scarl» e Prodest società cooperativa srl. Una sentenza molto importante, quella firmata dal giudice Margherita Bortolaso, depositata nei giorni scorsi nella cancelleria del Tribunale.

La decisione del magistrato pone fine a mesi di polemiche e di tensioni, e dà ragione ai 39 lavoratori impegnati da mesi nella loro battaglia per il posto di lavoro.

Nella sentenza il giudice dispone che le cooperative «diano attuazione all'ordine di assunzione del 10 marzo scorso iscrivendo i lavoratori a libro unico, facendo loro svolgere mansioni corrispondenti al livello e agli orari di lavoro che gli stessi avevano in precedenza sino al 30 novembre 2009 nel medesimo appalto, corrispondendo loro le retribuzioni indicate e facendo loro esercitare ogni diritto anche sindacale».

Una parola chiara e a questo punto una strada obbligata per l'Università e per il rettore Carlo Carraro. Non ci sono più incertezze, e la decisione dovrà essere presa in tempi molto brevi come previsto dalla sentenza. Qualche giorno fa i sindacati dell'Ateneo Filcams Cgil e Uil avevano denunciato il perdurare delle violazioni da parte delle cooperative.

«Bisogna far rispettare l'ordine del giudice», scrivevano Monica Zambon e Daniele Zennaro, «in caso contrario chiediamo al rettore di rescindere il contratto d'appalto con le cooperative per il mancato rispetto del regolamento dell'Ateneo e delle normative vigenti».

I sindacati avevano anche minacciato una denuncia al'Imps, riservandosi di valutare anche la «responsabilità del committente», dunque dell'Università. Adesso la svolta. E una piccola vittoria per il Comune. Il Capo di Gabinetto Romano Morra ha seguito la vicenda dopo la protesta dei lavoratori che nel giugno scorso avevano occupato il Consiglio comunale e in seguito l'aula della Provincia. «Siamo soddisfatti che quella vicenda sia andata a buon fine», commenta, «adesso bisogna reintegrare queste persone».

La sentenza del giudice arriva cinque mesi dopo l'ordinanza che aveva invitato senza successo le cooperative ad assumere i 40 giovani. L'offerta avanzata dal datore di lavoro
ai dipendenti - l'assunzione in altra sede e con altri orari - è stata giudicata adesso improponibile. I dipendenti hanno diritto a essere «reintegrati» nella stessa sede e con lo stesso livello di stipendio. Adesso la parola passa all'Università e alle cooperative che dovranno assumere i 39.

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVE OPPORTUNITA' PER CHI AMA SCRIVERE

Servizi, una redazione a disposizione dell'autore