TROMBA D'ARIA
Bertolaso a Pellestrina: "Risarcimenti entro settembre"

Il Capo della Protezione Civile è arrivato in elicottero, ha incontrato Orsoni ed è volato sulle zone colpite. La richiesta di stato di calamità venerdì all’esame del governo. "Emergenza gestita molto bene"

    di Alberto Vitucci PELLESTRINA. Il Consiglio dei ministri esaminerà venerdì la richiesta di stato di emergenza per la tromba d’aria di Pellestrina. E stanzierà entro settembre i fondi per i risarcimenti danni. Parola del Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.

    I due elicotteri giallo e blu della Protezione civile nazionale atterrano in formazione perfetta in mezzo allo stadio dell’isola. Sono le 17.30 in punto, e da uno degli apparecchi scende in divisa Bertolaso, reduce da un sopralluogo a Montegrotto con l’assessore regionale Daniele Stival. Lo attendono il sindaco Giorgio Orsoni insieme agli assessori Maggioni e Ghetti e il vicepresidente della Provincia Mario Dalla Tor. Bertolaso saluta e stringe mani ai volontari, ai vigili del fuoco. «Un’emergenza gestita molto bene», attacca, «qui si è fatto un lavoro splendido, si è fatto squadra per fronteggiare un evento imprevisto e per fortuna raro. Il governo farà la sua parte e porterò già domani al presidente Berlusconi la richiesta dello stato di emergenza. I fondi dovrebbero essere disponibili già da settembre». Il sindaco Orsoni ascolta con attenzione. Segnala a Bertolaso «l’ottino lavoro» svolto dai volontari della Protezione civile, coordinati a Venezia da Maurizio Calligaro.

    Poi il sopralluogo dall’alto. Stival e i tecnici mostrano a Bertolaso l’enorme carro ponte arancione dei cantieri de Poli. Era in riva alla laguna, il vento lo ha portato dalla parte opposta e adesso penzola minaccioso sopra la casetta del custode. Più in là, la lunga fila di case scoperchiate, tetti volati come piume, reti sfondate, alberi divelti. E il tetto dell’impianto sportivo, evidentemente poco adatto a resistere al vento, di nuovo portato via dalla tempesta, la terza volta in tre anni. Al secondo piano della sede municipale di Pellestrina Bertolaso presiede un briefing con gli enti locali. Poche parole, complimenti alla macchina dell’emergenza che ha visto impegnati un centinaio tra volontari e forze dell’ordine. E anche ai privati, che in molti casi si sono arrangiati. A guardare con curiosità l’arrivo della numerosa delegazione c’è anche Sergio Tagliapietra «Ciaci». Il campionissimo abita a Pellestrina, e la sua casa è stata lambita dalla furia del vento. Poche tegole volate via e già rimesse a posto. «Mi sono arrangiato da solo», sorride. Molti nell’isola hanno fatto così. Chiamando imprese locali e riparando i danni, in attesa dei risarcimenti. Le case colpite e danneggiate sono circa duecento, più grave la situazione soprattutto nell’abitato di San Pietro e nel sestiere Busetti, a Portosecco lato mare.

    Mario Busetto e Jonatha Gavagnin la tromba d’aria l’hanno vista arrivare dai colli euganei, che svettano limpidi all’estremità occidentale della laguna. «Eravamo al bar», raccontano, «e ci siamo riparati appena in tempo. Le nostre case sono state danneggiate ma non tanto, a San Piero è andata peggio. E i volontari hanno fatto davvero un bel lavoro».
    27 luglio 2010

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