di Filippo De Gaspari
L’abitazione di via Frescobaldi
ASSEGGIANO. «Un ragazzo normalissimo, tranquillo, forse un pò riservato, come ce ne sono altri qui ad Asseggiano». Questo è Fabio Riccato nel ricordo di chi l'ha conosciuto. Un trentenne metodico, ordinato, ligio al dovere. Ma anche quella passione oscura per le armi.
Figlio di uno dei più noti impresari del paese, ora in pensione, che negli anni passati ha messo mano allo sviluppo di molti quartieri nuovi della zona. Una laurea in Scienze ambientali, appena raggiunta col massimo dei voti, solo due settimane fa. Le congratulazioni degli amici e dei parenti, poi la festa. Un traguardo importante, arrivato dopo anni di trasferte quotidiane a Ferrara, sede degli studi. E poi una passione sfrenata per i temi ambientali, la natura e gli animali. Restava poco tempo per dedicarsi al giardino, quello di casa, al civico 8 di via Frescobaldi. Se ne incaricava quasi sempre e solo lui. L'università, la natura e poi Eleonora.
Questa era la sua vita da alcuni mesi a questa parte e forse Fabio non accettava di non riuscire a vincere anche nell'ambito affettivo, come aveva fatto negli studi. Voleva il massimo anche da lei. Come lo aveva ottenuto tra i muri dell'ateneo. Quella ragazza così giovane era stato il suo primo vero amore. L'aveva conosciuta mentre lei portava a spasso il cane, passando quasi ogni giorno davanti alla sua casa di campagna. Si erano conosciuti, avevano stretto amicizia e poi si erano innamorati. Un sentimento sbocciato circa 8 mesi fa, subito corrisposto, poi improvvisamente andato in crisi. Sabato sera Eleonora ha deciso di chiudere con quello che ormai considerava già il suo passato.
Si erano visti, come ogni sabato, lei aveva tentato di spiegargli come stavano le cose. Lui non capiva, non lo accettava. Avevano litigato, non si erano lasciati bene. Fabio era rientrato a casa amareggiato e deluso dopo l'incontro con la «sua» Eleonora. Ha cancellato le foto di lei sul cellulare, gli mms scattati assieme in questi mesi, che fino al giorno prima erano un piacevole ricordo di momenti trascorsi assieme. E' andato a letto e ieri mattina ha deciso di incontrarla di nuovo per avere spiegazioni. E' uscito di casa e ha portato con sé una pistola. La deteneva regolarmente in casa, insieme a un fucile a pompa. Le armi erano la sua piccola grande passione. Di tanto in tanto Fabio andava anche ad allenarsi al poligono di tiro di Mirano, in via Scortegara. Era per lui un motivo di svago, un hobby, come lo erano la natura, gli animali e il giardinaggio. Forse durante la notte è diventato anche uno strumento di morte per portare a compimento il suo tragico piano.
12 luglio 2010