Le forze dell'ordine hanno trovato stipati in una nave i rottami di autoveicoli, in chiara violazione della normativa comunitaria. Il carico proveniva da Catania ed era destinato ad alcune acciaierie del Veneto
VENEZIA - Cinquantamila tonnellate di rifiuti ferrosi, stipate in una nave, sono state sequestrate a Porto Marghera (Venezia) dai Nuclei investigativi provinciali di Treviso e Venezia del Corpo forestale. Il carico, destinato ad alcune acciaierie del Veneto, veniva spacciato per 'materia prima secondaria', quando invece conteneva al suo interno anche rottami derivanti dalla demolizione di autoveicoli, in chiara violazione della normativa comunitaria.
L'operazione, alla quale ha preso parte anche la Capitaneria di Porto, è scaturita da un controllo del carico di una nave proveniente da Augusta (Catania). Controllando la documentazione sono emerse irregolarità del carico, che avrebbe dovuto essere classificato come rifiuti e contrassegnato dal relativo codice Cer (Codice Europeo dei Rifiuti).
La Forestale ha così proceduto al sequestro del carico presente nella stiva, al quale si è aggiunto un ulteriore quantitativo di rifiuti, già scaricati sulla banchina durante la settimana precedente. Gli investigatori hanno potuto stabilire che il punto di partenza dei materiale era una ditta di Catania, la quale, assieme a un'acciaieria di Vicenza, è stata segnalata per attività di gestione di rifiuti non autorizzata all'autorità giudiziaria di Venezia, che ha convalidato il sequestro.
07 luglio 2010