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Mirano, fine dell’anno scolastico
gli agenti fermano la festa

Requisiti farina, vino e uova. I ragazzi: «Non siamo criminali»

MIRANO. Uova, farina, vino e schiuma da barba. Dovevano essere gli ingredienti per festeggiare il suono della campanella prima delle vacanze. Invece è stato tutto requisito dagli uomini della polizia provinciale.
Agenti chiamati dai dirigenti scolastici a vigilare sull'ultimo giorno di scuola. E' successo ieri mattina alla cittadella scolastica di via Matteotti.

A chiedere i controlli erano stati gli stessi dirigenti scolastici dei tre istituti del distretto, l'8 Marzo, il liceo Majorana-Corner e l'Itis Levi. Il motivo? Prevenire manifestazioni di eccessiva euforia nell'ultimo giorno di scuola. Parrebbe un'esagerazione, ma a sentire gli addetti ai lavori è la diretta conseguenza di quanto accaduto gli anni scorsi quando, sostengono, si è davvero sconfinati nel vandalismo, tra sedie volate dalle finestre e blocchi di marmo divelti. Per non parlare dei muri imbrattati di farina e uova.
Ieri i controlli hanno portato i loro frutti. Gli agenti, in servizio dalle 8 del mattino fino alle 14, hanno requisito agli studenti bottiglie di vino, uova, sacchetti di farina e barattoli di schiuma da barba.

In alcuni casi la polizia ha chiesto la consegna anche di bottiglie piene d'acqua, pronte e diventare i classici gavettoni di fine anno. «Nessun sequestro formale - spiegano però gli agenti - non possiamo farlo. Ci siamo limitati a vigilare e requisire quel materiale che poteva portare a un disturbo dell'ordine nello svolgimento della giornata di festa e soprattutto imbrattare le scuole». In effetti tutto il materiale tolto è solamente finito in presidenza. Nessun verbale, nessuna identificazione. «Ma allora a cosa servivano le uniformi? - si chiede un gruppo di studenti - alla fine questo lavoro poteva essere svolto anche dai nostri prof». «In questo modo ci sentiamo come dei detenuti - afferma un ragazzo - in fin dei conti non rubiamo e non facciamo male a nessuno, volevamo solo festeggiare. Altri però si dicono favorevoli ai controlli e parlano di discrezione da parte degli agenti, che non hanno interferito sulla festa in corso.

«Gli interventi sono stati richiesti dai dirigenti scolastici - spiega l'assessore alla polizia provinciale Giuseppe Canali - è un servizio maturato con la positiva sperimentazione dell'anno scorso, che ha visto per la prima volta controlli dei nostri agenti di fronte alle scuole». In realtà ieri, per la prima volta, la polizia provinciale non si è limitata al controllo degli spazi esterni, ma si è spinta
fin dentro agli istituti, passando al setaccio borse e sacchetti.

«L'impiego della polizia provinciale può fungere da deterrente in ottica di prevenzione di comportamenti scorretti - ribadisce la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto - senza militarizzare il territorio».

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