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Mestre, in fin di vita dopo il pestaggio

Violenta aggressione alle 3 di ieri mattina sul primo binario della stazione di Mestre. Un marocchino di 49 anni, B.D., versa in coma all’ospedale dell’Angelo. Preso a pugni da due moldavi di 23 e 26 anni che individuati dalla Polfer sono stati arrestati

MESTRE. Una violenza cieca maturata dal desiderio di vendetta dopo una rissa tra due moldavi e un gruppo di nordafricani in via Trento, pare per una sigaretta negata. Violenta aggressione alle 3 di ieri mattina sul primo binario della stazione di Mestre. Un marocchino di 49 anni, B.D., versa in coma nel reparto Rianimazione dell'ospedale dell'Angelo. La mascella fratturata, una emorragia cerebrale, il volto tumefatto. Preso a pugni da due cittadini moldavi, uno regolare e l'altro clandestino, rispettivamente di 23 e 26 anni. Individuati dalla Polizia ferroviaria, i due cittadini dell'Est dopo un lungo interrogatorio ieri sono stati arrestati e trasferiti nel carcere di Santa Maria Maggiore a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

L'accusa: lesioni gravissime. Lotta invece per sopravvivere il marocchino. In mattinata si è temuto per la sua vita dopo ben due collassi, la prognosi resta riservata e le sue condizioni sono gravissime. E' in coma. La furia cieca si è scatenata sul primo binario della stazione di Mestre dopo una rissa avvenuta poco prima in via Trento. A fronteggiarsi cinque nordafricani e i due moldavi. Secondo la ricostruzione dei fatti della Polizia ferroviaria di Mestre, a scatenare l'alterco sarebbe stata la richiesta di una sigaretta, negata.

Interviene una volante della Questura ma quando arriva sul posto non trova più nessuno. Poco dopo il nordafricano si dirige da solo verso la stazione mentre i 4 amici vanno verso via Cappuccina. E qui, scatta la vendetta. I due moldavi inseguono l'uomo e lo fanno cadere a terra sul marciapiede del primo binario e qui scatenano tutta la loro rabbia, prendendolo a pugni. In un primo momento, vista la gravità delle ferite, si era pensato ad una aggressione con bastoni o spranghe, ipotesi che è stata però smentita dagli accertamenti della polizia ferroviaria.

Alle 3 del mattino scatta l'allarme e intervengono gli agenti di turno in stazione che allertano il 118 per trasferire il marocchino in fin di vita all'Angelo dove è ricoverato, in prognosi riservata. Nel frattempo scatta la caccia agli aggressori. Uno dei due si rivolge
anch'egli al Pronto Soccorso dell'ospedale di Zelarino lamentando di avere una caviglia gonfia e dolorante. Scatta la segnalazione e i due vengono fermati e condotti negli uffici della Polfer per essere interrogati. Nel pomeriggio, la svolta e gli arresti.


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