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Bloccata mega festa in spiaggia

Il party, previsto in un noto locale di Sottomarina, è stato bloccato dalla polizia per mancanza di autorizzazioni. I vigili hanno saputo dell’iniziativa tramite il social network usato per pubblicizzare l'evento: Facebook

SOTTOMARINA. Poteva essere la prova generale per la «movida» 2010, ma la festa in spiaggia, prevista il sabato sera in un noto locale di Sottomarina, è stata bloccata dalla polizia locale con una diffida: mancano le autorizzazioni, fermatevi. Ma la cosa curiosa è che i vigili hanno saputo dell’iniziativa tramite lo stesso mezzo che era servito per organizzarla: Facebook. Sulla pagina del locale, infatti, già un migliaio di persone avevano annunciato la loro partecipazione.

Un «giro di vite» quello dei vigili annunciato anche in occasione della recente visita del questore. L’estate 2009 aveva portato migliaia di giovani sulle spiagge, con alcuni eventi particolarmente imponenti. E le polemiche non erano mancate, tra chi apprezzava l’atmosfera spensierata, e anche un po’ trasgressiva, e chi puntava, invece, sulla «quiete» per le famiglie e temeva i rischi dello «sballo». Ora il Comune cerca di contemperare le esigenze dei diversi operatori e regolamentare le feste con una delibera che verrà approvata dalla giunta a giorni. Il punto cardine è la comunicazione anticipata dell’evento con la relativa «dimensione» prevista (500, 1000 o 1500 e oltre partecipanti).

«Ci serve anche per predisporre i servizi di vigilanza, di pulizia e di soccorso - dice l’assessore alla sicurezza Riccardo Rossi - l’anno scorso le grandi feste hanno creato qualche disagio. Tutto controllabile e controllato ma prevenire è meglio che curare. Gli operatori, con cui abbiamo parlato del problema, capiscono le nostre preoccupazioni e condividono l’intento».

In questo caso (ma ce ne sarebbero stati anche altri minori) un migliaio di persone si erano «prenotate» per partecipare all’aperitivo con musica annunciato su Facebook. Un numero che, per la polizia locale, faceva configurare l’iniziativa più come «pubblico spettacolo» che come «intrattenimento musicale» e, quindi, un evento che, in ogni caso, anche in attesa della delibera, andava autorizzato per tempo. Così la cosa è stata fermata anche con la piena collaborazione del gestore.

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