Quotidiani locali

Orsoni: spostare le grandi navi a Marghera

Il sindaco al Comitato portuale: incompatibili con la laguna. Sul tavolo il nodo del traffico passeggeri. Bilancio 2009 dell’Autorità chiuso con 3,9 milioni di utile

VENEZIA. Grandi navi a Marghera, nuove aree per la logistica. Il sindaco Giorgio Orsoni ha partecipato ieri mattina al primo comitato portuale del suo mandato. Ha approvato il consuntivo (meno 16,9 i traffici nel 2009) e ribadito l’intenzione di «riprendersi il governo del territorio».

Via le grandi navi da San Marco, aveva ripetuto in campagna elettorale. Un tema delicato, che ha sempre trovato l’opposizione del Porto. Nel suo discorso di insediamento, Orsoni ha ribadito il concetto, pur con toni più «istituzionali». «Voglio verificare la possibilità di trasferire il porto passeggeri nella zona industriale di Porto Marghera», ha detto.

La partita delle grandi navi sarà dunque, insieme alla logistica, la prima che la nuova amministraizone giocherà con il Porto. A Marghera, nelle banchine ristrutturate dell’ex Alumix, dovrebbero andare le navi di nuova generazione vicino alle 300 mila tonnellate. Bestioni che portano ricchezza ma sono sempre più incompatibili con la delicatezza dell’ambiente lagunare. E passano a pochi metri dalla Basilica e da San Giorgio. Sarà l’amore per gli sport d’acqua - Orsoni ha la barca a vela proprio a San Giorgio ed è presidente della Compagnia della Vela - fatto sta che il nuovo sindaco ha deciso di mettere tra le sue priorità anche lo spostamento delle grandi navi a Marghera.

Il Porto ha intanto presentato un altro megaprogretto per la costruzione di un terminal offshore dedicato alle grandi navi portacontainer. Grande opera per ovviare ai limiti strutturali dei canali lagunari - possono passare oggi navi fino a 12 metri di pescaggio - e a quelli in arrivo dopo la costruzione del Mose, con la soglia rigida dei cassoni in cemento a meno 12 e della conca di navigazione, che allungherà i tempi di entrata. Il terminal in mare non risolverà però il problema delle rotture di carico, dal momento che i container dovranno essere trasbsordati al largo su imbarcazioni più piccole, con costi e perdite di tempo.

Progetto di cui si sta discutendo, che ha l’avallo del ministero dei Trasporti. Necessario secondo il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, per fare del porto di Venezia un grande porto e passare dalle attuali 370 mila tonnellate a 5 milioni di merci. Il comitato portuale ha ieri affrontato il tema delle banchine ex Tiv da affidare alla Multiservice e dei servizi energetici. Il 2009 è stato anno di crisi, con un calo del 16,9 per cento delle merci arrivate ma investimenti raddoppiati, fino a 104 milioni di euro per le nuove infrastrutture con 3,9 milioni di utile.

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista