Per chi tifa il governo a Venezia

    di Gianfranco Pasquino Alla grande. La campagna elettorale del ministro Renato Brunetta va alla grande. Perché ne ha davvero bisogno. Lui, che ha già dimostrato notevoli capacità nella non troppo nobile arte degli annunci clamorosi, si è procurato la solidarietà e la presenza variegata di ministri esponenti del «governo del promettere».

    Dal canto suo, mentre, naturalmente, la Pubblica Amministrazione, suo territorio privilegiato, si è imbarcata in un inarrestabile percorso di trasformazione tecnologica, promette di diventare il «doge tecnologico» di cui Venezia ha bisogno.

    O, forse, pensano turisti e cittadini, potrebbero esserci altre priorità per la vita quotidiana e per la salvezza futura di una città che deve essere protetta e tutelata? Lanciare, per ricorrere ad una frase famosa, non il cuore, la tecnologia oltre l’ostacolo?

    Comunque, la sfilata di ministri del governo di centro-destra - in rigoroso ordine alfabetico, Bondi, La Russa, Maroni, Matteoli, ma gli altri saranno in dirittura d’arrivo - segnala che Venezia è diventata, giustamente, un ambitissimo trofeo. Le sfilate, che magari distolgono un po’ l’attenzione dalle molte cose che il «governo del fare» dovrebbe davvero e finalmente fare a livello nazionale, hanno un elemento comune. I ministri sembrano spesso promettere quello che in realtà avrebbero già dovuto eseguire. Chiaro, ovviamente, che le promesse valgono anche, bisognerà tenerlo bene in mente, se vincerà Orsoni. Un governo decente sa che ci sono aree del paese reale dove i suoi interventi sono importanti perché, come Venezia, l’obiettivo è effettivamente nazionale. Soltanto il ministro Maroni è sembrato relativamente tiepido. Una molto eventuale vittoria di Brunetta, candidato del Popolo della Libertà, a Venezia, potrebbe gettare un po’ d’ombra sulla molto probabile vittoria del candidato leghista alla Regione Veneto, il ministro Zaia.

    E la Lega, preferisce che le sue vittorie siano nette, godibili e indivisibili. Non è improprio che i ministri facciano campagna per i candidati del loro partito, ma la potenza dispiegata dai ministri del Pdl sembra, in questo caso, assolutamente imponente. Diranno, poi, gli elettori veneziani se è anche stata esagerata nei numeri e nei modi. In fondo sono solo promesse che vengono dal passato. Il presente contempla anche l’esistenza autorevole di un candidato del centro-sinistra che, giustamente, rivendica quanto di buono le precedenti giunte di centro-sinistra hanno saputo fare. E, altrettanto giustamente, sottolinea che sarà necessario introdurre alcune innovazioni, nelle attività e nelle persone. Le idee, quando ci sono, camminano sulle gambe degli uomini (e delle donne). Potrebbero, persino, camminare sulle gambe dei ministri, i quali, però, sembrano entrati in un attivismo delle dichiarazioni che non corrisponde alla loro assenza per tutto un anno in cui il governo è stato in carica (per non parlare del quinquennio 2001-2006).

    A fronte delle promesse di inevitabile dolciastro sapore elettoralistico a sostegno del candidato di centro-destra, gli elettori veneziani avranno la possibilità di valutare quello che ha fatto il centro-sinistra e di premiare anche la volontà di rinnovamento del candidato Orsoni. Dovrebbe essere sufficiente per una scelta ponderata e buona.
    21 marzo 2010

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