di Alberto Vitucci
Giorgio Orsoni e Renato Brunetta
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VENEZIA. Un ministro al giorno. E (forse) il finale col botto Berlusconi. E’ la tattica d’assalto scelta dal ministro candidato del centrodestra Renato Brunetta. Giorgio Orsoni invece, punta sui toni moderati e sugli incontri con i cittadini.
Sabato Brunetta era a Roma, alla manifestazione del Pdl con Berlusconi. Oggi tornerà in laguna con il ministro Sacconi. Domani arriva Fini, martedì il ministro della Giustizia Alfano, poi Bossi, Tremonti e infine Berlusconi. Aggiungendo Matteoli, Ronchi, Bondi e La Russa, mezzo governo è sceso in laguna per sostenere la campagna del collega. «Non servirà, gli italiani vogliono decidere da soli, non vanno dal governo con il cappello in mano», ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Orsoni ha scelto la linea contraria. Si è fatto vedere con Bersani al mercato di Mestre. Ma ha disertato gli appuntamenti con Rosi Bindi, Piero Fassino, dato buca a metà all’incontro con Massimo D’Alema. La sua parola d’ordine è quella del «rinnovamento».
«Abbiamo con noi per la prima volta l’Udc», dice. Gli avversari tentano di scavare solchi tra lui e Cacciari. «Di Cacciari ho una grande stima», ripete l’avvocato, peraltro indicato proprio dal sindaco filosofo, «forse è stato un po’ troppo solista».
E gli assessori? «Ho detto che non ho firmato alcun patto», precisa, «nessuno ha la garanzia del posto, mi ritengo libero di valutare in base ai meriti». Dunque, discontinuità. I malumori di qualche assessore uscente si sono presto dissolti.
«Ho ricevuto qualche messaggino, anche da Cacciari», dice Orsoni, «ho spiegato che non ho criticato il loro lavoro, ma offerto un segnale di novità. Nella nuova giunta ci saranno molte facce nuove».
La campagna elettorale imbocca l’ultima settimana. «Il clima è ottimo», dice Orsoni, «la gente non vuole un sindaco da week end». «Abbiamo altri sondaggi, vinciamo», dice Brunetta. Qualcuno nel centrodestra sussurra: «Comunque vada, è la prima volta che ce la giochiamo davvero».
21 marzo 2010