di Carlo Mion
- In carcere Mauro Secchiati, 31 anni, titolare della "Secchiati Agency Srl", l’agenzia di portineriato che aveva trasformato in un’'agenzia di spaccio'. Con lui in galera è finito Ferdinard Polia, 23 anni, albanese. Nei guai i due complici
JESOLO. Lo hanno arrestato nella sua abitazione. Si sono presentati all’alba i carabinieri del Nucleo Investigativo mettendogli in mano le novanta pagine dell’ordinanza del gip Alberto Scaramuzza. Ordinanza che gli comunica che da quel momento è in stato di arresto. Lui è Mauro Secchiati, 31 anni, titolare assieme alla moglie romena della «Secchiati Agency Srl», l’agenzia di portineriato che aveva trasformato in un’«agenzia di spaccio» della zona di piazza Mazzini.
Sì perchè Mauro Secchiati, con parecchi amici tra i politici locali e appartenenti alle forze dell’ordine, spacciava. Gli uomini del maggiore Luca Pettinato, coordinati dal pm Roberto Terzo, gli contestano episodi di spaccio fin dal 2006, anche se l’indagine è iniziata nel maggio dello scorso anno. Con lui in galera è finito Ferdinard Polia, 23 anni, albanese, pregiudicato, nullafacente.
Sempre destinatari di misure cautelari, ma non in carcere, anche Francesco Secchiati, 46 anni, fratello di Mauro, pregiudicato, imbianchino e per Gabriel Dura, 45 anni, romeno, dipendente dell’agenzia di Secchiati. I due, che devono rispondere come gli altri di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, hanno l’obbligo di non allontanarsi dal territorio del comune di residenza e di non uscire di casa dalle 20 alle 8 del mattino. Indagate anche altre 12 persone che, in questi mesi, sono state arrestate in flagranza a Mestre, Jesolo, San Donà e Musile. Complessivamente i carabinieri del Nucleo Investigativo e della compagnia di San Donà, che nelle indagini sono stati guidati dal capitano Enrico Risottino, hanno sequestrato oltre tre chili di cocaina.
Il metodo Secchiati era ben congegnato. Con la scusa di garantire i servizi di portineria, diurna e notturna, negli alberghi della zona di piazza Mazzini, la sua agenzia, che poteva contare sull’«amicizia» di numerosi appartenenti ad associazioni di categoria, politici locali e pure appartenenti alle forze di polizia, aveva il controllo pressocchè totale del fronte spiaggia e quindi dei luoghi di spaccio. Gli uomini di Secchiati, quasi tutti romeni, erano ben visti da chi pensava che l’unico problema a Jesolo fosse la presenza dei vu’ cumprà in spiaggia.
Infatti i vigilantes spesso si sono arrogati, nonostante fossero solo dei portieri, il diritto di allontanare i venditori e altre volte pure di picchiare a sangue extracomunitari che avevano la sfortuna di capitare nei pressi dei luoghi che loro controllavano. Si pensava solo per una questione di «ordine». In realtà, stando alle indagine dei carabinieri, lo facevano per garantirsi l’assoluto controllo dello spaccio. Alcuni uomini dell’agenzia, poi facevano i buttafuori, con gli stessi metodi violenti, in locali del litorale. E spesso, in molti, hanno fatto finta di non vedere nulla e sempre nel nome della sicurezza. E chi denunciava passava da «persecutore» di «un bravo imprenditore del Nordest». Basta chiedere al commissariato di via Aquileia.
La vicenda è tutt’altro che finita, anche perchè c’è da capire chi frequentava l’albergo dove Secchiati ultimamente lavorava come portiere. Albergo dove i carabinieri hanno trovato un’alta «densità» di prostitute.
19 marzo 2010