San Donà, donna perseguita l'ex: diffidata dal questore

Una passione sfociata in stalking. Lui, 50 anni sposato e con figli, non voleva lasciare la famiglia. Se la signora lo ricontatta rischia quattro anni

    di Giovanni Cagnassi SAN DONA’. Lei perseguita lui che, a sue volta, si rivolge alla polizia per avere protezione. Sembra quasi di leggere il copione di «Attrazione fatale», ma questa storia di sesso e passione è accaduta realmente e per di più nel pruriginoso Basso Piave. A interpretare la parte di Sharon Stone, qui, è stata una focosa 38enne della zona, definita dagli investigatori «dal viso e dal fisico abbastanza normali», ma dal punto di vista erotico decisa ad appagare se stessa e il suo uomo, appunto. Che però aveva un difettuccio: era sposato e con figli. Un particolare che a lei non creava problemi: lo voleva e lo avrebbe conquistato.


    Lui, 50 anni, noto professionista di Musile, alla fine non ha accettato di lasciare la sua famiglia e, dopo due anni di tira e molla, aveva deciso di troncare. I due si erano incontrati per caso, in un locale pubblico. Lo sguardo complice, lo scambio dei numeri di telefono cellulare, sembrava quasi un gioco ad alta adrenalina. Poi i primi incontri, a cena, quindi in camera da letto, lei che si dimostra pronta ad appagare ogni fantasia di lui. Per due anni avevano continuato a vedersi nonostante lui fosse sposato con figli. Ad un certo punto l’uomo aveva deciso di troncare la relazione che iniziava ad essere pressante e scomoda. Non voleva lasciare la sua famiglia per quella donna che in fondo lo attraeva più che altro sessualmente. Lei non aveva accettato di buon grado la cosa, amante abbandonata e assetata di vendetta come spesso avviene in questi casi. Aveva iniziato a perseguitarlo con messaggi, regalini non richiesti e telefonate. L’uomo ha compreso che per lui non sarebbe mai finita, che non avrebbe avuto più pace e ha preferito raccontare tutto alla polizia per chiedere aiuto.

    L’ex amante è stata convocata negli uffici del commissariato di Jesolo e invitata a tenersi a distanza. Non è bastato. Dopo alcuni giorni ha ripreso i contatti, ad inviargli lettere in cui era descritta ogni giornata trascorsa assieme, mescolate a velate minacce. Aveva tenuto tutti i messaggi al telefonino che si erano inviati negli anni.

    Contenuti piccanti in cui l’uomo si era esposto non poco, con lei che voleva addirittura affiggere dei manifesti nella cittadina per raccontare tutto ed esporlo al pubblico ludibrio. Questo sarebbe stato il colpo finale, ma potrebbe costare caro alla ex che adesso, se lo ricontatterà, rischia la galera. La polizia l’ha nuovamente convocata in commissariato per notificarle il provvedimento di ammonimento emesso dal questore di Venezia. Con le nuove leggi del codice penale rischia addirittura, se dovesse continuare, si essere arrestata con una pena di 4 anni di reclusione.
    18 marzo 2010

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