ELEZIONI A VENEZIA
Maroni in laguna snobba Brunetta

Dopo la firma del Patto per la Sicurezza a Ca’ Corner con il presidente Francesca Zaccariotto, il ministro Roberto Maroni "dribbla" la conferenza stampa con il candidato sindaco Renato Brunetta

    di Enrico Tantucci VENEZIA. E Maroni «dribblò» Brunetta. Niente conferenza stampa con il collega di Governo e candidato sindaco ieri per il ministro degli Interni della Lega, al termine della firma del Patto per la Sicurezza con la Provincia a Ca’ Corner con il presidente Francesca Zaccariotto e il prefetto Luciana Lamorgese. Maroni si è invece sottratto alla parata di ministri pro-Brunetta.

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    La conferenza stampa era stata preannunciata a seguire l’incontro, ma Brunetta, presente in sala, si è limitato a seguirlo e ad andarsene frettolosamente al termine, senza alcuna spiegazione da parte di nessuno. Da parte di Maroni, durante l’incontro nella sala provinciale di Ca’ Corner - seduto al fianco del presidente della Provincia e del prefetto - solo un paio di «buffetti» nei confronti del candidato sindaco del Pdl. «Sono lieto che l’amico Brunetta sia qua, già nei panni di chi collaborerà in futuro con il prefetto e il presidente della Provincia all’attuazione di questo Patto per la Sicurezza», ha detto il ministro degli Interni rivolto al ministro della Funzione Pubblica. E, solo in questa veste, lo ha citato ancora, augurandosi - sempre rispetto al Patto per la Sicurezza - «che ci aiuti a rendere più agili le procedure burocratiche per la sua attuazione».

    Maroni è il primo dei ministri del governo Berlusconi calati in laguna che si sottrae al rito della “tiratura di volata“ nei confronti dell’economista candidato sindaco del Pdl. Da una parte, per non mischiare il suo ruolo di ministro super partes - a cui tiene - con le alchimìe della campagna elettorale veneziana. Dall’altra la Lega - anche con Maroni - vuole mantenere una certa distanza dal Pdl in questa campagna elettorale e anche le parole di ieri lo hanno confermato.

    A proposito del «pasticcio» della mancata presentazione della lista del Pdl a Roma Maroni ha infatti detto: «So che presenteranno un altro ricorso al Tar, ma noi preferiamo occuparci di cose concrete, come lo smantellamento avvenuto oggi della “rete postale” del superboss mafioso Matteo Messina Denaro, che presto arresteremo». E sulla manifestazione di sabato prossimo voluta a Roma da Berlusconi: «Sono certo che quella del Pdl sarà una manifestazione civile e partecipata - ha detto Maroni - come lo è stata quella del Pd sabato scorso».

    «Spara» sul patto Maroni-Zaccariotto il sindaco di Veneza Massimo Cacciari. «Quanto avvenuto in Prefettura con la firma del patto sulla sicurezza da parte di Maroni e della Zacariotto costituisce una vera indecenza», ha detto Cacciari. «I rappresentanti dello Stato e di quel partito che fino a ieri avevano sostenuto la necessità di abolire le Province - comincia ad elencare il sindaco - firmano un accordo su materie, quelle legate alla sicurezza, nelle quali non solo la Provincia ha un ruolo del tutto marginale, ma sulle quali avevano già dato ampia delega ai sindaci. I Comuni vengono quindi completamenti emarginati e lo è il Comune di Venezia che nel luglio 2007 aveva sottoscritto un Patto sulla sicurezza di ben diverso respiro con Ministero, Prefettura, Regione e Provincia».

    Indecente per Cacciari a proposito del Patto per la Sicurezza firmato ieri è che che «uno dei candidati a sindaco in questa città si presenti, stavolta sotto le spoglie di ministro, per farsi un po’ di pubblicità elettorale, al momento della firma di un provvedimento che emargina completamente l’Ente che vorrebbe dirigere. Il tutto, alla faccia del federalismo».
    16 marzo 2010

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