Veneto orientale. Il 40 per cento della produzione praticamente distrutto. Le forti raffiche di bora dell’altra notte, oltre a danneggiare i magazzini agricoli, hanno scoperchiato molte serre. Il resto lo hanno fatto la neve e le temperature rigide
di Giovanni Monforte
SAN DONA’. La conta dei danni è ancora in fase di elaborazione, ma le prime stime dicono che sia andata distrutta circa il 40% della produzione orticola e di serra. Il maltempo ha messo in ginocchio l’agricoltura del Veneto Orientale. Causando soprattutto nel litorale grossi danni alla produzione e alle strutture delle aziende agricole: da Cavallino-Treporti a Jesolo e, in parte, Eraclea.
Tutta colpa dell’azione combinata di vento, gelo e neve. Le forti raffiche di bora dell’altra notte, oltre a danneggiare i magazzini agricoli, hanno scoperchiato molte serre. Il resto lo hanno fatto la neve e le temperature rigide, che hanno gelato le colture non più protette dalle serre. «Abbiamo ricevuto moltissime segnalazioni di danni da parte di aziende agricole, in particolare dello jesolano e di Cavallino - spiega Angelo Cancellier, della Cia mandamentale di San Donà - Sono a rischio oltre il 40% delle coltivazioni agricole, senza trascurare i danni alle strutture. Il forte vento e il peso della neve hanno causato il crollo di molte serre. La Cia sta già provvedendo ad inviare le segnalazioni raccolte all’ Ispettorato regionale dell’agricoltura e a tutti i Comuni interessati».
Per l’ agricoltura il maltempo di questi giorni rischia di essere il colpo di grazia, dopo un inverno già molto difficile. «Già il freddo intenso e gli sbalzi di temperatura di dicembre avevano creato danni ai frutteti, alle piante da vivaio e un pò ai vigneti - conferma Simone Bozza, segretario di zona Coldiretti -. Il perdurare di questo inverno rigido non fa che acuire i problemi. E non solo alle strutture con serre. Ci sono difficoltà per la semina delle barbabietole, che non è avvenuta. Di norma è già raro non averle seminate entro la fine di febbraio. Ormai se ne sono andati già i primi 10 giorni di marzo e, con il tempo che non sembra che volgerà in breve al bello, la campagna bieticola è parecchio pregiudicata».
I danni maggiori si registrano nelle isole treportine e nella zona di Punta Sabbioni, dove ha le serre Roberto Scarpa. «Speriamo che adesso l’Ispettorato e la Regione ci stiano vicini - commenta Scarpa -. Questa situazione si inserisce in un momento già disastroso per le attività agricole, alle prese con il calo dei prezzi e l’aumento dei costi di produzione».
11 marzo 2010