Dieci domande ai candidati sindaci: dalla bonifica ai rifiuti, fino al sublagunare

Entra nel vivo la campagna elettorale per il nuovo sindaco di Venezia e per il rinnovo del consiglio regionale. Ecco tutte le informazioni

    VENEZIA Il candidato più «ambientalista» batta un colpo. A lui, senza condizionamenti ideologici, andrà il sostegno del mondo delle associazioni. E’ la sfida lanciata da LegAmbiente. Che propone, attraverso La Nuova, «dieci domande ambientaliste ai candidati sindaco». Punto primo, il turismo. Risorsa economica rilevante, scrive il segretario dell’associazione Luigi Lazzaro, che va però regolamentata. «Pensate che la sublagunare sia utile? Le metropolitane sono utilizzate in aree urbane da un milione di abitanti, e per rendere conveniente il sistema devono trasportare almeno 15 mila passeggeri l’ora, mentre a Venezia sarebbero al massimo 2400. La laguna. LegAmbiente chiede risposte per l’istituzione del parco e la valorizzazione della nautica. E le grandi navi: «Producono danni».

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    Gli ambientalisti vogliono sapere anche le intenzioni del futuro sindaco sui grandi progetti in corso: Quadrante di Tessera, terminal di Fusina, via Ulloa, ex Umberto I, Lido. «Durante la sua amministrazione saranno attivati strumenti di gestione partecipata?» Mobilità: come pensa il nuovo sindaco di incentivare una mobilità alternativa all’automobile, a cominciare da tram e piste ciclabili?

    Su energìa e rifiuti LegAmbiente ha le idee molto chiare. Occorre incentivare la raccolta differenziata e l’utilizzo di energìe rinnovabili: i candidati sono diponibili ad attuare un programma di «economia verde?».
    Su Marghera, gli ambientalisti premono perché sia accelerata la bonifica. «Non bastano le palancole piantate nelle zone inquinate per impedire l’immissione in laguna delle sostanze tossiche. Occorre un progetto, e regole severe per le nuove aziende». Infine, la provocazione. «Marghera», scrive Lazzaro, «potrebbe diventare un incubatore all’avanguardia per la produzione di energìe pulite. Perché allora si va in direzione opposta, proponendo di ubicare un megainceneritore di rifiuti tossici in riva alla laguna e a poca distanza dalle città di Mestre e Venezia? Operazione per ora «bloccata».

    «Ma non vorremmo fossero soltanto calcoli elettorali, conclude LegAmbiente, «come quello di tener segreta l’ubicazione della nuova centrale nucleare e del deposito delle scorie, previsto vicino a Chioggia-Cavarzere. I candidati si esprimano su questi temi, decisivi per la vita dei cittadini e sull’utilizzo del territorio veneziano, spesso sacrificato in favore del cemento e delle nuove edificazioni che aumentano il rischio idrogeologico e gli allagamenti.
    11 marzo 2010

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