Inceneritore, consiglio straordinario per la prima volta in trent'anni

Venezia. Riunione d’urgenza chiesta dalla commissione Ambiente al Consiglio comunale per discutere sul maxi-inceneritore a Marghera da 300 mila tonnellate l’anno di rifiuti speciali e pericolos

    di Mitia Chiarin VENEZIA In trent'anni non si ricorda una convocazione del Consiglio comunale veneziano in via d'urgenza, nei 30 giorni antecedenti le elezioni. E' quindi un evento straordinario la scelta della commissione Ambiente (la X) di convocare il Consiglio comunale per discutere il parere sull'ampliamento di un impianto per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi a Marghera, quello della Alles Spa che ha chiesto alla Regione il «revamping» per arrivare a trattare 300 mila tonnellate l'anno. Già in mattinata la convocazione del Consiglio (che sarà definita domani in conferenza dei capigruppo) era praticamente decisa. «E' mia intenzione convocare il Consiglio per motivi urgenti e inderogabili, ovvero il parere sull'impianto di Alles Spa e due delibere di materia Urbanistica », aveva anticipato il presidente Renato Boraso.

    «La seduta potrebbe tenersi o martedì 16 o mercoledì 17 marzo con carattere di urgenza e improrogabilità. Non è mai successo in trent'anni ma in questi anni di mia presidenza è capitato francamente di tutto», aggiunge. La valutazione di impatto ambientale dell'impianto di Alles Spa, avviata dalla Regione Veneto, prevede un parere non vincolante del Comune di Venezia e la giunta Cacciari il 24 febbraio aveva approvato il no all'ampliamento. Ora il Consiglio comunale deve confermare quel No che pare scontato. Si tratta dell'ennesimo rifiuto a nuovi impianti a Marghera, dopo il dissenso sull'inceneritore Sg31 e sull'impianto della Simar. Il rischio era quello che già a fine mese, si parla del 30 marzo, la Regione definisse il parere ufficiale e visto l'allarme generale sul fronte inceneritori e rifiuti tossici a Marghera, il Comune non puù chiamarsi fuori perché i partiti pensano alla campagna elettorale.

    Da qui la scelta della commissione Ambiente di andare al voto in Consiglio la prossima settimana, sostenuta dal centrosinistra. Pdl e Lega Nord hanno tentato di opporsi alla convocazione. Il leghista Alberto Mazzonetto, pur dicendo no a «Marghera pattumiera» ha chiesto una verifica sugli atti in possesso del Comune che hanno motivato il no al progetto ed un sopralluogo nell'impianto di Marghera. Il Pdl Antonio Cavaliere ha spiegato che «l'impianto deve rimanere come è oggi ma non ci devono essere strumentalizzazioni su questa vicenda, senno noi non ci saremo mai».

    Centrodestra e centrosinistra si sono scontrati con vigore. «Verdi e Rifondazione hanno fatto la battaglia sulla chimica e poi se ne sono dimenticati», ha attaccato Mazzonetto scatenando le ire di Beppe Caccia (Verdi) e Sebastiano Bonzio (Prc). Il primo si è scagliato contro «il progetto mai chiaro e mai discusso con il Comune e la cittadinanza di ricostruire a Marghera una filiera dei rifiuti tossico nocivi che non ha pi? come riferimento la produzione endogena di Porto Marghera ma guarda a tutto il Veneto, diventandone la pattumiera ». Bonzio ha ribadito che in caso di mancata convocazione del Consiglio, avrebbe chiesto una autoconvocazione.

    «E' inaccettabile che il Consiglio non si esprima e lo ricordo a chi prende tempo usando come pretesto la campagna elettorale». Concorde la pattuglia Pd con Capogrosso e Berengo, il Psdi Oliboni, Toffanin e Gusso (Udc) e Lastrucci di Italia dei valori.
    09 marzo 2010

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