Olimpiadi 2020, "Siamo la novità, Roma è il passato"

I campioni veneziani ci credono: «Una partita da giocare fino in fondo». Sostegno unanime per un pronostico da sovvertire. La Simeoni: «Un progetto dettagliato e credibile»

    di Michele Contessa VENEZIA. Entusiasmo alle stelle, volontà concreta, e non solo speranze o illusioni. Il mondo sportivo e istituzionale veneziano si stringe attorno alla candidatura di Venezia 2020 nella lotta contro la Capitale. Sfida aperta a Roma, anche se bisognerà sovvertire il pronostico. «E’ una grande opportunità che Venezia deve giocarsi al meglio - ha sottolineato Daniele Scarpa, olimpionico nella canoa ad Atlanta 1996 - Roma è un’avversaria tosta, ma noi possiamo rilanciare con Venezia e con una regione intera che spinge per ottenere questa candidatura italiana ai Giochi del 2020». Olimpiadi, ma anche Paralimpiadi, lo scettro passa a Sandra Truccolo, protagonista nel tiro con l’arco. «Nel Quadrante di Tessera sarà concentrata un’altissima percentuale di gare, e questo può costituire un aspetto fondamentale.

    Io ricordo che ad Atlanta arrivavamo stanchissimi al campo di gara per la distanza tra Villaggio Olimpico e strutture». Mosca 1980 è lontana, ma il volo olimpico di Sara Simeoni è ancora ben impresso in tante menti. Le commenta così: «Un progetto ben dettagliato, che però punta molto sul rispetto dell’ambiente e sull’attenzione a non dilapidare fondi. Un progetto che non prevede un costo eccessivo può essere migliore di uno che implica spese elevate. C’è grande entusiasmo e grande unità d’intenti». Ci crede Michele Serena, allenatore mestrino, attualmente alla guida del Mantova.

    «Un’occasione del genere deve avere un esito vincente, sarebbe straordinario per Venezia e Mestre portare l’Olimpiade del 2020. Venezia non ha bisogno di presentazioni, a livello mondiale ha grandissime possibilità di imporsi. Venezia è la novità, Roma il passato». Vicepresidente nazionale della Fedescherma, anche Andrea Cipressa ha girato il mondo, prima da atleta e adesso da dirigente. «Un’avventura meravigliosa - spiega - ci sarà da lottare con Roma, ma possiamo farcela. Roma è la capitale, Venezia è la città più conosciuta la mondo». Istituzioni una volta tanto compatte.

    «Il progetto è accattivante - ha sottolineato Sandro Simionato, assessore comunale allo Sport - compatibili con i tempi economici e ambientali, due fattori da non sottovalutare in questa congiuntura storica. Venezia ha sicuramente più appeal nel modo di Roma, la partita è apertissima, adesso speriamo che anche il Coni comprenda la novità in senso assoluto della proposta veneziana». Visibilmente soddisfatto anche Raffaele Speranzon, da qualche mese assessore provinciale allo Sport: «Ho sentito nel Governatore Galan una convinzione e una determinazione eccezionali, un pò meno nel sindaco Cacciari. Il progetto è suggestivo, ma credo che da oggi all’assegnazione subirà sensibili, se non radicali, cambiamenti. E’ stato studiato nei minimi dettagli, possiamo davvero battere Roma».

    In sala anche Andrea Martella, parlamentare veneziano del Partito Democratico: «Le Olimpiadi rappresentano una straordinaria occasione di sviluppo per la Venezia del futuro. Per questo diventa fondamentale che le istituzioni, la politica e i mondi dell’impresa e dell’economia stringano a livello locale». «Venezia ha presentato un dossier con i controfiocchi, tanto di cappello, o meglio chapeau nella lingua di Le Coubertin, agli organizzatori. Vediamo adesso cosa sapranno fare i romani»: la chiusura è di Marco Michielli, il presidente di Confturismo Veneto.
    06 marzo 2010

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