di Federico Fantini
VENEZIA. Il dossier con in copertina l’ormai popolare logo dei 4 ponti «Venti-Venti», come a noi piace chiamare i Giochi Olimpici di Venezia nel 2020 è lì, nelle mani del Presidente del Coni, Petrucci. Il Sindaco Cacciari glielo ha appena ufficialmente consegnato in contemporanea a quello del collega Alemanno, che ha presentato il documento di candidatura della Capitale. E’ forse il momento clou di una giornata intensa, che ha sancito una tappa fondamentale in questa avventura “olimpica” e, non lo posso nascondere, anche nella mia personale agenda in questa appassionante sfida. Una giornata che era iniziata all’alba, in una Venezia avvolta da una leggera pioggerellina primaverile. Con un sindaco, tuttavia, in piena forma, abbiamo raggiunto in pochi minuti l’aeroporto Marco Polo per volare a Roma.
«Bene - mi sono detto pensando al contenuto dei 30 dossier stipati nel mio trolley nel bagagliaio - abbiamo valutato correttamente i tempi di percorrenza da centro storico a aeroporto...».
Aereo in orario, anzi in anticipo. Un buon auspicio, visto che l’appuntamento in Campidoglio, passaggio previsto prima della consegna al Coni, era stato fissato con il sindaco Alemanno poco prima delle 10. L’ultima settimana era infatti passata intrecciando fitte “relazioni diplomatiche riservate” con il team di lavoro di Roma2020 per coordinare l’appuntamento congiunto al Coni, dopo che era emersa l’ipotesi di dare un forte segnale di fair play per smussare i toni, a volte un po’ sopra le righe, del “derby olimpico” tra le due città: i sindaci avrebbero raggiunto il Coni nella stessa auto e incontrato il presidente Petrucci ed il segretario generale Pagnozzi insieme.
Una mossa subito accolta con favore ai piani alti del Foro Italico, dove ancora si sente qualche mugugno sui presunti orientamenti pro-capitolini di cui si è ampiamente dibattuto sui media e nelle aule parlamentari. Sorrisi e strette di mano si sono sprecati al Campidoglio in un clima tuttavia di effettivo rispetto reciproco e di “decoubertiana” competizione. Arrivati al Coni, i due Sindaci sono stati accolti da un vero e proprio “muro” di fotografi e televisioni, sintomo evidente dell’aspettativa creata dall’evento, ma soprattutto di un interesse per questa vicenda della candidatura italiana ai Giochi, che probabilmente mai prima si era respirato a questi livelli. Facendoci, con difficoltà, largo tra la folla di giornalisti, abbiamo raggiunto gli Uffici di Presidenza, dove un Petrucci perfetto padrone di casa, accompagnato dall’inseparabile ombra del segretario generale Pagnozzi, hanno ricevuto i due Primi cittadini.
«Il Coni vuole vincere», ha ribadito con forza il capo dello sport italiano. «Ecco perché valuterà con attenzione e trasparenza la candidatura oggettivamente più forte». Pronta la risposta del Sindaco di Venezia. «Anche a noi piace vincere: ecco perché siamo qui oggi a consegnare un progetto forte». È il momento dei documenti e, coi tempi che corrono quando si presentano liste o cose similari in scadenza, è meglio stare attenti... La copia del nostro è pronta.
Poi è il caos delle interviste. Tutti vogliono avere le battute a caldo dei protagonisti e la bagarre tra le tv per “prendere la posizione” migliore è quella tipica delle grandi occasioni. Il tempo di salutarci con i “rivali” di Roma e siamo già di nuovo in auto verso l’aeroporto per risalire a Venezia. Nel primo pomeriggio la presentazione del dossier in casa, organizzata direttamente al Marco Polo, simbolo del cuore dei Giochi del 2020 a Tessera.
La corsa ora è iniziata, le aspettative sono alte, ma forse oggi abbiamo guadagnato qualche punto in più, che ci serve per guardare ancora con maggior determinazione ai prossimi, intensi mesi di «Venti-Venti».
Federico Fantini Direttore generale Comitato Venezia 2020
06 marzo 2010