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Venezia, la "cricca" di Balducci e De Santis aveva ricevuto incarichi di collaudo per il Mose

Negli atti intercettati dei funzionari pubblici anche il palazzo del Cinema del Lido e i lavori alle bocche di porto di Lido e Malamocco

VENEZIA. La cricca in laguna. Non ci sono solo il palazzo del Cinema del Lido e i lavori della Sacaim negli atti intercettati degli alti funzionari del ministero dei Lavori pubblici finiti in carcere due settimane fa per gli appalti del G8. Angelo Balducci e Angelo Balduccihanno ricevuto a Venezia di recente incarichi per il collaudo del Mose e per i cassoni in costruzione da parte del Consorzio Venezia Nuova alle bocche di porto di Lido e Malamocco. De Santis ha ricevuto dal Magistrato alle Acque un incarico da 150 mila euro nel dicembre scorso per verificare i lavori del Mose. Quello di Balducci, per cifre anche superiori - circa l’uno per mille del costo totale del progetto - risale invece a due anni fa.

«E’ vero», conferma il presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta, «ho affidato questi incarichi perché dopo i rilievi della Corte dei Conti abbiamo deciso di tagliare le consulenze esterne e di affidare gli incarichi per i collaudi ai nostri dirigenti». Le due nomine risultano in questo momento «sospese», dopo che Cuccioletta ha scritto al ministro Matteoli informandolo della vicenda. «Saranno sostituiti se i lavori avranno bisogno del collaudo, come prevede la legge», dice Cuccioletta, «le opere non si fermano».

Non sono gli unici «fili» che portano in laguna i nomi dei due alti dirigenti finiti nella bufera, insieme a Mauro Della Giovampaola, vicecommissario del palazzo del Cinema, rimosso dal commissario Spaziante. Balducci, per anni potente presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è colui che nominava da Roma commissioni di esperti e collaudatori per le grandi opere e l’esame dei progetti dei Lavori pubblici. Nelle intercettazioni agli atti emergono anche i nomi di Alessandro Mazzi, titolare della Fincosit grandi lavori e vicepresidente del Consorzio Venezia Nuova e consigliere del Passante di Mestre.

Balducci è il dirigente che seguì in prima persona la ricostruzione della Fenice, inaugurata nel 2003. Allora il commissario era il sindaco Paolo Costa con il suo assessore ai Lavori pubblici (ora assessore di Alemanno a Roma) Marco Corsini. Vicedirettore del cantiere l’architetto Elisabetta Fabbri, nominata dal ministero dei Beni culturali il cui nome spunta dalle intercettazioni a Firenze. Nelle carte c’è anche più volte il nome di Cuccioletta che parla con De Santis. «Lo conosco da tempo, era con me ad Ancona», dice, «ed è pure bravo. Spero che possa dimostrare la sua estraneità».

Cuccioletta era anche stato nominato da Balducci collaudatore dell’aeroporto di Perugia, una delle grandi opere finite nell’inchiesta perché realizzata con i poteri straordinari della Protezione civile e affidata all’impresa Anemone. La stessa che ha realizzato nel Veneto, all’inizio degli anni Duemila, la nuova caserma dei vigili del fuoco a Conegliano. «Ma da Perugia mi sono dimesso», precisa Cuccioletta.
E assicura: «Io con quella storia non c’entro. Non posso dire di non conoscere quelle persone, ci ho lavorato insieme. Ma non ho avuto rapporti con loro». Il ministro Matteoli, da parte sua, ripete: «Quando ci sono le inchieste io mi taccio. Fino a questo momento non ho avuto notizie di reati».

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