Blocco auto, quasi 100 multe a Mestre

Raffica di contravvenzioni, città praticamente deserta per 7 ore. La centralina dell’Arpav al parco Albanese ha registrato ieri una riduzione dei valori delle polveri sottili

    di Mitia Chiarin MESTRE. Centralini dei vigili urbani presi d’assalto fin dal prime ore del mattino, strade deserte, qualche ciclista con i figli a godersi la città silenziosa. E una raffica di multe, quasi cento, agli automobilisti furbi. La domenica ecologica a Mestre è stata ieri all’insegna della tranquillità ma non è stata una iniziativa solo di facciata, come a Verona dove le auto hanno potuto circolare e l’amministrazione comunale si è limitata ad un invito a lasciar a casa la macchina. A Mestre, anche se l’amministrazione Cacciari pur aderendo al blocco non aveva previsto iniziative collaterali, dalle 10 alle 17 di ieri, è scattato l’obbligo di spegnere i motori e 14 pattuglie dei vigili urbani sono state impegnate a perlustrare la grande area vietata per sette ore.

    Il risultato a fine giornata è stato di 97 contravvenzioni (il costo a carico dell’automobilista sorpreso a passare nonostante il divieto di circolazione è di 78 euro) e di 549 veicoli controllati, fa sapere il comandante della Polizia Municipale Marco Agostini.

    «E’ andata bene, non sono stati registrati disagi anche perché l’informazione è stata totale ed è stata attivata da giorni», spiega Agostini. Cartelli di avviso lungo le principali direttrici di accesso a Mestre e pannelli a messaggio variabile che informavano del blocco alle uscite della tangenziale. Nonostante le segnalazioni, i centralini della Polizia Municipale sono stati presi dall’assalto fin dal primo mattino. I 4 operatori della centrale hanno davvero faticato a rispondere alle tantissime telefonate di cittadini che chiedevano notizie sul blocco a Mestre ma anche negli altri capoluoghi di provincia del Veneto, per capire dove potevano o meno girare con l’auto. Lungo le strade del centro di Mestre poche auto ma anche pochi ciclisti in giro per la città senza traffico. E l’aria, complice anche una giornata uggiosa che nel pomeriggio ha visto anche il ritorno della pioggia, a fine giornata è risultata un pochino meno inquinata del solito. La centralina del parco Albanese di Bissuola gestita da Arpav e che fornisce dati in diretta che oggi i tecnici dovranno validare registrava ieri alle 14, quindi nelle ore del blocco del traffico, una percentuale di 38 microgrammi per metrocubo di polveri sotti contro i 70 rilevati alle due del mattino di domenica. Nei giorni scorsi si era levate le voci critiche, come quella dell’assemblea permanente contro il rischio chimico che avrebbe preferito al blocco delle auto quello «delle centrali elettriche e delle altre fonti inquinanti» della città. Commenta anche il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Orsoni: «Queste giornate hanno un valore simbolico ma rappresentano il grido di disperazione dei sindaci (anche quelli di centrodestra) che in questi anni sul fronte smog sono stati lasciati completamente soli. (...) Il governo su questi temi è assente».
    01 marzo 2010

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