Crisi di Marghera, appello di Orsoni a Scajola

"Chimica all’emergenza, è ora finalmente di agire". Così il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Orsoni in una 'lettera aperta' al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Intanto è in programma a Roma un vertice per tentare di chiudere la trattativa per l’acquisizione da parte di Ramco degli impianti di Syndial e Vinyls

    VENEZIA. «La crisi di Marghera è drammatica, e sta mettendo in ginocchio l’economia e la tenuta sociale dell’intera provincia. Troppe promesse e troppi accordi sono stati disattesi. Adesso siamo all’emergenza ed è ora finalmente di agire e dare risposte concrete ai lavoratori». Il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Orsoni sceglie la formula della «lettera aperta» per lanciare il suo appello al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Oggi è in programma a Roma un vertice per tentare di chiudere la trattativa per l’acquisizione da parte di Ramco degli impianti di Syndial e Vinyls.

    «Le chiediamo un intervento forte e risolutivo», scrive Orsoni, «perché è tempo di uscire dall’emergenza, permettendo anche al Comune di poter sviluppare i propri progetti innovativi in un’area così preziosa. Ramco intende riattivare la produzione industriale e ridare certezza ai lavoratori». Situazione drammatica, perché è sempre più lunga la lista di aziende in difficoltà; Sirma, Dow, Montefibre, Vinyls, Spm,ùNuova Pansac, Andelini, Alcoa, Akzo Nobel.

    L’emergenza Marghera ieri ha preso il sopravvento sulle polemiche della campagna elettorale. Orsoni non ha voluto rispondere alle puntate polemiche del suo avversario, rilanciate ieri da Marghera. In mattinata l’avvocato ha partecipato a Castello alla «festa del tesseramento» del Pd, incontrando i cittadini e visitando la vicina sede di Rifondazione. Nelle prossime ore saranno definite liste e alleanze. Orsoni è sostenuto finora da sette liste (Pd, Udc, Lista Bettin, Italia dei Valori, Federazione della sinistra, Psi, Lista Salvadori), mentre si allontana l’ipotesi di un accordo con la «Grande città» di Scibilia. Intanto riemerge l’antica polemica tra Cacciari e Costa.

    Al filosofo che aveva ironizzato sul sostegno di sua moglie Maura alla candidatura Brunetta («Avere un Costa dall’altra parte aiuta»), l’ex sindaco presidente del Porto ha risposto ricordando l’«annichilimento tafazziano che Cacciari perpetra ai danni del Pd e della strana maggioranza che lo ha supportato in questi anni».

    E’ vero, sono stato dall’altra parte», scrive Costa, «quando ho dato via libera al Mose che lui ha sempre combattuto, alla Fenice impantanata in un appalto impossibile. E poi al parco di San Giuliano, al Passante, a Pinault quando l’ho convinto a comprare palazzo Grassi e all’ospedale all’Angelo. E sipotrebbe continuare con la sublagunare, lo stadio e la porta di Gehry, recuperati alla fine giusto per dimostrare la «discontinuità» con la mia giunta che doveva caratterizare il suo terzo mandato».
    22 febbraio 2010

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