Chimica, due nuovi tavoli al ministero per Vinyls e Alcoa

Oggi e giovedì appuntamenti decisivi per l’azienda in amministrazione straordinaria e la multinazionale dell’alluminio

    VENEZIA. La Vinyls (ex Ineos) in amministrazione straordinaria e sull’orlo di tornare al fallimento e l’Alcoa che deve chiarire, una volta per tutte, se intende o no tenere aperti i suoi stabilimenti in Sardegna e a Venezia. Per le due più gravi crisi del polo industriale di Porto Marghera, si apre oggi un’altra settimana decisiva ma che potrebbe, ancora una volta, non essere risolutiva. Si comincia oggi alle 12, al ministero dello Sviluppo Economico, con un incontro «chiarificatore» sul futuro degli impianti del cvm-pvc di Vinyls - in «amministrazione straordinaria» da otto mesi, ma ancora ferma e senza prospettive - tra i rappresentanti di Ramco Group, interessati ad una possibile acquisizione di Vinyls ed Eni, proprietaria degli impianti integrati del clorosoda.

    In una lettera inviata al ministro Claudio Scajola, Filcem, Femca e Uilcem di Venezia dicono «basta alla politica degli annunci» ed esprimono «forte preoccupazione per il dramma che stanno vivendo i lavoratori della Vinyls di Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres». Per i sindacati la scelta di procedere con una nuova tornata di cassa integrazione e il mancato riavvio degli impianti rischiano di compromettere la continuità dell’unica azienda produttrice in Italia di Pvc. Le organizzazioni di rappresentanza dei chimici giudicano inoltre «incomprensibile» il fatto che il ministero, da una parte, «ribadisca l’importanza e la strategicità della filiera del cloro e derivati, mentre dall’altra chi dovrebbe favorire la cessione degli assets e l’integrazione dell’intero ciclo, l’Eni, continua a tergiversare, perdendo tempo prezioso, rischiando di buttare all’aria un settore vitale per il Paese, quale è la chimica».

    Giovedì prossimo 25 febbraio, al ministero dello Sviluppo è invece convocato l’ennesimo vertice che dovrebbe essere «decisivo» con i dirigenti della multinazionale dell’alluminio, Alcoa, che non hanno ancora chairito se intendono non rinunciare alla annunciata fermata degli impianti di Fusina e Portovesme.

    Nei giorni scorsi il ministro Claudio Scajola si è detto «fiducioso» che l’azienda recepisca lo sforzo del Governo, attraverso un decreto legge approvato in tempi record e ora all’esame della Commissione Europea, sulla riduzione dei costi energetici, la motivazione principale data dall’impresa per la chiusura degli impianti».
    22 febbraio 2010

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