I Carabinieri di San Donà di Piave nella villetta di Ceggia, dove si è consumata la tragedia, per i rilievi tecnici. Walter Zago, il padre del piccolo Gabriele, strangolato dalla mamma Tiziana Bragato, racconta tra le lacrime la terribile giornata in cui ha scoperto in casa i due cadaveri e ripete incredulo: "Non so cosa possa esserle capitato di così terribile". (in foto Tiziana Bragato e Gabriele Zago)
I Carabinieri di San Donà di Piave lavorano agli accertamenti tecnici nell'abitazione di Ceggia, in via XXV Aprile al civico 29, dove venerdì Tiziana Bragato, casalinga di 46 anni, ha tilto la vita al suo bimbo di 6 anni e subito dopo si è poi suicidata.
L'ipotesi che al momento viene ritenuta più plausibile è che la donna abbia soffocato il figlioletto con la cintura dell'accappatoio, togliendosi poi la vita con una corda attaccata alla spalliera ginnica della sua camera.
Sia i parenti di Tiziana che i vicini di quartiere hanno confermato ai carabinieri che la donna soffriva da tempo di depressione, anche se le crisi si erano sempre risolte in passato in breve tempo.
Il pm della Procura di Venezia che coordina le indagini, Barbara De Munari, affiderà in giornata l'incarico per autopsia, che potrebbe essere eseguita entro sera e dalla quale si accerterà la dinamica dei fatti.
Il corpo senza vita della donna era stato trovato marito, Walter Zago, operaio cinquantenne in un mobilificio, rientrato a casa per la pausa pranzo. L'uomo trovando la porta di casa chiusa dall'interno e con la chiave inserita, ha forzato una porta-finestra sul retro ed è entrato. Fatto il giro delle stanze ha trovato la porta della camera da letto, anche questa, chiusa dall'interno. Cion una spallata è riuscito ad entrare e ha trovato il figlioletto riverso sul letto in posizione supina, ormai senza vita, e la moglie, impiccata ad una spalliera del letto.
IL FATTO Una mamma strangola il figlioletto e si impicca in casa
20 febbraio 2010