Stop del traffico nel Nord, sì di Venezia

Venezia, Chioggia, San Donà, Mira e Spinea raccolgono l’appello di Milano e Torino di fermare le auto domenica 28 febbraio, in segno concreto della lotta allo smog in Pianuna Padana. Il presidente della provincia Francesca Zaccariotto: "Ma non bastano queste iniziative"

    di Marta Artico MESTRE. Venezia e provincia, in linea con Vicenza e Padova, rispondono all’appello del sindaco di Milano Letizia Moratti e del collega di Torino Sergio Chiamparino, di fermare le auto domenica 28 febbraio, in segno concreto della lotta allo smog in Pianuna Padana. E il primo cittadino della città lagunare, Massimo Cacciari, darà il via libera alla domenica a piedi.

    Cacciari ha ribadito che tali misure, anche se allargate, servono soprattutto a sensibilizzare le persone più che ad abbattere gli inquinanti. Azioni coordinate contro il Pm10, dunque, tanto che i due sindaci hanno convocato per questa mattina nel municipio lombardo, gli amministratori di Veneto ed Emilia Romagna. Il presidente leghista della provincia di Venezia Francesca Zaccariotto vede di buon occhio l’iniziativa, a differenza dei sindaci leghisti rispettivamente di Treviso e di Verona, Gianpaolo Gobbo e Flavio Tosi, che hanno già anticipato il proprio no.

    «Ne discuterò in giunta provinciale - spiega Zaccariotto - e proporrò di dare il sostegno alla giornata, ritengo che dal punto di vista della sensibilizzazione sia un’idea positiva». Poi aggiusta il tiro: «Sono dell’avviso che questo genere di iniziative devono essere estese a tutti e soprattutto ad una zona del territorio il più ampia possibile, altrimenti diventa solo un lavaggio di coscienze». In altre parole: non basta chiudere solo il centro inteso come due strade messe in croce, tanto per la forma.

    In qualità di sindaco di San Donà, la Zaccariotto proporrà alla sua giunta di aderire all’iniziativa. I sindaci dei comuni più grossi dopo Venezia, non la pensano tutti allo stesso modo. «Le iniziative a livello locale senza coordinamento sono solo una pezza - commenta il primo cittadino di Dolo, Antonio Gaspari - se riguarda invece più in generale molti comuni e province, il risultato potrebbe essere più evidente. Se c’è questa intenzione, lo faremo anche noi». Concorde anche il sindaco di Mira, Michele Carpinetti: «In linea di principio accolgo l’iniziativa, di recente noi abbiamo chiuso la regionale 11 in occasione della fiera dell’agricoltura, ma è anche vero che una giornata non risolve il problema, sollecito vivamente il tavolo di coordinamento della Provincia sulle misure alternative di riduzione dell’inquinamento».

    Il comune di Spinea il 28 febbraio fermerà le auto. «La giornata era già programma - spiega il sindaco Silvano Checchin - ma siamo felici di aderire e sicuramente organizzeremo iniziative corollario sui prodotti biologici». Appoggia in pieno l’appello anche il sindaco di Chioggia, Romano Tiozzo: «In città abbiamo avviato lavori in corso impegnativi, ma parteciperemo, magari non tutta la giornata: potremmo chiudere al traffico solo la mattina. Ne parlerò in giunta».

    Di diverso avviso il sindaco di Mirano, Roberto Cappelletto: «Non abbiamo grossi problemi legati all’inquinamento, anche perché siamo 5 frazioni più un centro di 1.000 metri quadrati, che tra l’altro è già isola pedonale. Livelli alti di smog li avevamo in via Dante, ma abbiamo già provveduto. La nostra vera fonte di inquinamento è il Passante». Contrario anche il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara: «Una volta eravamo costretti ad aderire, ma è un problema che riguarda solo Mestre e Marghera: noi per fortuna abbiamo aria buona, senza contare che da metà marzo iniziamo con le isole pedonali la domenica impedendo il transito delle auto lungo via Bafile».
    19 febbraio 2010

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