«Sono simpatico e iperbravo»

Show del ministro Brunetta all’inaugurazione della sede Pdl

    VENEZIA. «Iperattivo, iperbravo. E pure simpatico». Renato Brunetta si definisce così davanti a una nutrita platea di fedelissimi, arrivati da Venezia e Mestre per l’inaugurazione della nuova sede elettorale del Pdl ai Magazzini Parisi, superattico nuovo di zecca affittato per due mesi dal commercialista Tomasin. Scherza con i giornalisti, parla in dialetto della voga («Premi e stai, si dice così vero?). Brunetta atterra a Venezia e annuncia il suo programma «intensivo» per il week end: 40 incontri con enti, associazioni e gruppi per discutere il programma della «Grande Venezia 2010-2020, dal declino alla crescita». Rilancia le parole d’ordine: coesione politica, maggioranza compatta, tempi brevi per le decisioni. 25 miliardi di euro di investimento, nuovi posti di lavoro e nuovi abitanti. Pazienza se il sindaco Cacciari non ci crede.

    «Il professor Brunetta spiega da economista al professor Cacciari come si fa», si inalbera il ministro. Le critiche sul doppio incarico non lo fanno arretrare di un millimetro. «Ho detto che questo è un vantaggio. Io sarò contemporaneamente nel territorio e nella stanza dei bottoni. Ho a portata di telefono tutti i ministri che contano per Venezia. Tornando da Reggio Calabria per esempio ho parlato a lungo con Scajola della situazione dell’Alcoa». «Iperattivo? certo. E che dovrei fare, star fermo? Il contrario di iperattivismo è il moscismo. Dovrei essere moscio?». Famoso anche per i sui scatti d’ira e le battute, Brunetta stavolta si impegna: «Me ne hanno dette, anche di cattive. Ma io non risponderò. Sulla statura lasciamo perdere. Non mi abbasso». Applauso e risate dalla platea. Si passa al tema spinoso delle alleanze.

    «La base del programma è di Pdl e Lega. Ma siamo aperti al confronto. L’Udc? E’ un tema molto delicato. Mi rivolgo al mio amico Ugo Bergamo, avvocato e componente del Csm. Non ci si siede a un tavolo mettendo pregiudiziali che sanno di strumentalità». Il doppio incarico non è nemmeno in discussione. «E perché non l’ha posta anche quando ha sostenuto la Zaccariotto, presidente della Provincia e sindaco di San Donà? Ai suoi elettori dico: confrontiamoci sui programmi. Se andava bene quello per la Provincia, sei mesi fa, perché adesso non va bene quello per il Comune?».

    Quanto a palazzo Ducale, Brunetta respinge al mittente il sarcasmo con cui era stata accolta la sua proposta di trasferirvi lì giunta e Consiglio comunale. «Ho parlato con la Soprintendenza, si può fare senza ostacolare la funzione turistica e culturale del luogo. Il Comune ha spazi a disposizione al suo interno che non usa». Infine una frecciata al suo avversario: «L’amico avvocato Orsoni deve studiare la storia. Il Comune venne trasferito a Ca’ Farsetti nel 1820 per ragioni di sicurezza. Prima era a palazzo Ducale. Lui è il capo di una maggioranza rossoverde. Deve dire cosa farà su questioni controverse come il ciclo del cloro, sul petrolio fuori della laguna, sul Mose e sulla sublagunare».
    30 gennaio 2010

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