di Alberto Vitucci
VENEZIA. «Sarà una faticaccia. Ma per Venezia avere un sindaco ministro sarà una forza, non una debolezza». Renato Brunetta comincia la sua avventura, e dà il via alla campagna elettorale. Per la prima volta dopo 18 anni, il centrodestra può seriamente puntare a Ca’ Farsetti.
Nel 2000 Brunetta fu sconfitto nettamente da Paolo Costa, alleato al ballottaggio con Gianfranco Bettin. 56 per cento dei voti contro il 44. Cinque anni più tardi la destra divisa tra Forza Italia, An e Lega non riuscì nemmeno ad arrivare al ballottaggio. La sfida finale fu tra Casson e Cacciari, con la vittoria di quest’ultimo per una manciata di voti. Adesso lo scenario è cambiato. La città capoluogo è pur sempre a maggioranza di centrosinistra (50,5 alle provinciali 2009) ma i malumori sono tanti. Tre candidati si giocheranno dopodomani alle primarie le chance per battersi contro il ministro. Che prepara la battaglia.
Già stasera Brunetta sarà in laguna, per incontrare i suoi fedelissimi e preparare l’annuncio e la presentazione del programma previsto per domattina a Ca’ Farsetti. Il luogo scelto è simbolico, la sala giunta. Dove Brunetta vuole tornare da sindaco. E ieri ha avuto anche il via libera di Bossi: il Senatùr ha annunciato che sarà a Mestre per sostenere Brunetta in un comizio. Sarà un sindaco part time, come già lo accusano i suoi avversari? La teoria che circola fra i suoi sostenitori è quella che Brunetta non sarà un «sindaco operaio», primo cittadino tuttofare e sempre in ufficio.
Si occuperà delle grandi questioni, dei rapporti con il governo, della nuova legge Speciale, delle bonifiche di Marghera e dei rapporti internazionali. Lasciando in Comune una squadra di amministratori efficienti e fidati. Quanto al ministero, se Brunetta sarà eletto il governo nominerà un nuovo sottosegretario all’Innovazione in grado di sostituirlo quando sarà in laguna. Ma di abbandonare l’incarico di governo non se ne parla. «Ho preso un impegno con gli elettori e voglio mantenerlo», ribadisce, «le riforme sulla Pubblica amministrazione saranno a regime il prossimo anno e voglio portare a termine il lavoro». Quanto ai progetti immediati, Brunetta dice di aver accettato l’invito di Berlusconi per «amore verso la sua città». Qualche mese fa aveva annunciato di voler «rimettere in moto Venezia», e di dare al Comune una sede di massimo prestigio come il palazzo Ducale.
Quanto alle alleanze, il discorso è ancora aperto. A sostenerlo - per la prima volta insieme nelle comunali a Venezia - sono Pdl e Lega. «Ma intendo allargare il mio consenso anche alle associazioni e a tutti i veneziani di buona volontà», dice Brunetta. Infine, la «macchina comunale». Non proprio ben visto da tutti i dipendenti pubblici per via dei suoi provvedimenti e delle esternazioni sui «fannulloni», i «poliziotti panzoni» e i «bamboccioni che bisognerebbe buttare fuori di casa a 18 anni», Brunetta ha in mente una rivoluzione degli uffici pubblici.
Veneziano di Cannaregio - il padre gestiva un banchetto ambulante in Lista di Spagna - 59 anni, Brunetta è professore di Economia, è stato consulente al ministero del Lavoro con Gianni de Michelis e all’Economia con Ciampi. Quindi europarlamentare (fino al 2008) e capo dell’opposizione in Comune, poi deputato e ministro del governo Berlusconi. «Con lui si vince», dichiara sicuro Raffaele Speranzon. l centrosinistra uscito dalle primarie, la sfida potrà cominciare davvero.
22 gennaio 2010