Ladri per crisi. A livello provinciale nel 2009 i furti complessivamente denunciati ai carabinieri sono stati circa 15mila, con un incremento di quasi il 10 per cento
MESTRE. «Oramai da diverso tempo osserviamo un incremento dei furti in supermercati e ipermercati. Una crescita esponenziale che riguarda recentemente anche i generi di prima neccessità che si può collegare con la crisi che caratterizza questo periodo - spiega Maurizio Gabana che si occupa di sicurezza alla Upim dopo averlo fatto per dieci anni per il gruppo Pam - Rubano di tutto, dalle lamette da barba alla verdura, dal sapone ai salumi».
Crisi e furti vanno di pari passo stando a quanto sostiene anche il generale Sabino Cavaliere, comandante della Legione Carabinieri del Veneto. Soprattutto si tratta di furti che vengono compiuti tra gli scaffali dei supermercati e dagli stessi carrelli della spesa. A livello provinciale nel 2009 i furti complessivamente denunciati ai carabinieri sono stati poco poco pià di 15mila, con un incremento di quasi il 10%.
La crescita maggiore l’hanno subita i furti all’interno delle auto, depredate soprattutto nei parchegggi degli ipermercati e dei supermercati della provincia. «Si tratta di furti che rendono poco o nulla al ladro. Crea più danni alle auto che altro. E non è certo fatto da gruppi organizzati - spiega il colonnello Giovanni Occhioni, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dell’Arma - Da tempo noi lo consideriamo un indice di valutazione della situazione del tipo di reati che vengono commessi. Ed è molto probabile che sia un indicatore di una certa situazione di disagio economico che colpisce diverse fasce sociali, sia straniere che italiane», spiega ancora il colonnello.
Lo scorso anno, rispetto al 2008, i furti delle auto sono cresciuti del 17 per cento in tutta la Provincia. «È un dato significativo che rischia di creare allarme sociale - spiega il capitano Salvino Macli, comandante della Compagnia di Mestre - Ma si tratta di furti di poco valore, sono più i danni che si recano alle auto che altro. A compierli sono in particolare dei disperati. Questo comunque non vuol dire che non siamo impegnati a fronteggiare il fenomeno. Anzi. L’impegno contro questo genere di reati e la microcriminalità è continuo. Abbiamo intensigicato i controlli sulle zone più a rischio».
Il furto da crisi riguarda una vasta fascia di negozi ma quelli che patiscono maggiormente sono le strutture della grande distribuzione, frequentate da migliaia e migliaia di persone ogni giorno. «Mediamente noi presentiamo, per furti commessi all’interno dei nostri negozi del Nordest, una decina di denunce al mese. Si tratta dei più gravi e commessi con scasso», conclude Maurizio Gabana della sicurezza Upim.
20 gennaio 2010